Giallo sull’omicidio di Ruxandra: il presunto assassino ritratta: “Non sono stato io”

Una vicenda che si trasforma in giallo a tutti gli effetti. E’ la storia dell’omicidio della rumena Ruxandra Vesco, sul quale sembrava si fosse fatta improvvisa chiarezza dopo la confessione del presunto omicida e il ritrovamento del cadavere della donna.

Adesso invece si registra un clamoroso colpo di scena. Damiano Torrente, l’uomo che si era accusato del delitto, dice: “Non sono stato io a ucciderla, quando ho confessato ero sotto l’effetto della droga”.

Una ritrattazione in piena regola per il pescatore che ieri ha raccontato, cinque anni dopo, l’omicidio della donna, sua amante, che era scomparsa nel 2015 ed è stata ritrovata in un sacco in una scarpata di Monte Pellegrino. L’uomo che aveva raccontato il suo avvicinamento a Dio, il pentimento e la sofferenza, peraltro confermata anche dal prete che ha raccolto in confessionale il suo racconto inducendolo a confessare, fa marcia indietro.

A riferire il colpo di scena è l’avvocato Alessandro Musso che difende Torrente: “Ha raccontato anche che nel 2019 aveva già confessato una volta l’omicidio della donna e di tutti i suoi parenti alla Squadra Mobile ma la polizia fece indagini, non trovò il corpo della vittima dove indicato e trovò, invece, in vita i parenti che diceva di aver ucciso così la vicenda fu archiviata in fase di indagini preliminari”.

Gli accertamenti scientifici ora dovranno stabilire se i resti umani trovati sul monte Pellegrino appartengano a Ruxandra Vesco. Torrente aveva raccontato una storia molto dettagliata e ricca di particolari e con un movente: è indagato per omicidio e occultamento di cadavere.

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