Giorno della Memoria, reazioni degli esponenti della politica: “Ricordare è un dovere”

Sono tante le reazioni dal mondo della politica che si alternano nel Giorno della Memoria del 27 gennaio in onore delle vittime della Shoah: genocidio degli ebrei operato dalla Germania nazista e i suoi alleati durante la Seconda guerra mondiale. Proprio in in questa giornata nel 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana: “La Giornata della Memoria riafferma i valori di una lezione universale: le discriminazioni di ogni tipo, la dignità umana calpestata, la ferocia di uomini contro uomini sono il brodo di coltura di tragedie immani che – ancora oggi – si ripetono nel mondo. Il ricordo di quanto accaduto settantasette anni fa è doveroso e necessario per opporre gli anticorpi della ragione al delirio che produsse l’orrore di Auschwitz”.

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo: “Palermo, città dei diritti, non dimentica. La Shoah fu l’ennesima persecuzione contro il popolo ebraico, ma fu anche la persecuzione contro coloro i quali sentivano il bisogno di esprimere liberamente le proprie opinioni e di decidere come vivere la propria vita. Credo sia questo il messaggio, attuale più che mai, di uno dei periodi più tragici della storia dell’umanità. Violenze e orrori che, però, si ripetono ogni giorno davanti ai nostri occhi”.

Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd all’Ars: “Ricordare il dramma della Shoah, una delle pagine più atroci della nostra storia, è un dovere di tutti noi. Così come abbiamo il dovere di promuovere e difendere, a tutti i livelli, i valori della memoria collettiva e del rispetto dei diritti umani. Valori che, per il Partito Democratico, sono imprescindibili e devono rappresentare le fondamenta della nostra società”.

Antonio Nicolosi, Segretario Generale del Sindacato dei Carabinieri Unarma: “Dobbiamo coltivare e rinnovare il ricordo, far conoscere la storia, coinvolgere le nuove generazioni tramandando fatti e circostanze che portarono alla più grande tragedia del Novecento. Senza memoria l’umanità è condannata a ripetere gli errori”.

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