Girgenti acque, le reazioni della politica: “Quadro sconfortante. Un servizio disastroso”

L’inchiesta giudiziaria relativa alla società Girgenti Acque, gestore del servizio idrico integrato per la provincia di Agrigento, sta scatenando le reazioni della politica siciliana. Nella vicenda, infatti, sarebbero coinvolti politici, imprenditori e professionisti.

Il capogruppo del M5S all’Ars, Giovanni Di Caro – “Il terremoto giudiziario che si è abbattuto su Girgenti acque non ci sorprende per nulla:  i magistrati faranno ora il loro lavoro, la giustizia farà il suo corso e stabilirà i colpevoli e gli innocenti. Una cosa però è certa: tutto il sistema che ci ha portato a vedere ancora strade allagate in piena estate, reti idriche colabrodo, tariffe altissime in cambio di un servizio pessimo è stato garantito da una rete di connivenze, assunzioni e abusi intollerabili, innanzitutto moralmente prima ancora che dal punto di vista legale. In questa vicenda sarebbero coinvolti politici, imprenditori, professionisti, pseudo giornalisti, addirittura anche rappresentanti delle forze dell’ordine. Attendiamo con ansia che sia fatta piena luce su questa torbida storia per dare giustizia ad un’utenza bistrattata e destinataria di un servizio degno nemmeno del terzo mondo. Le assunzioni poco chiare nelle società che prestano servizi ai Comuni non sono purtroppo una novità.  Per questo ho fatto approvare all’ Ars una norma che impone agli Enti locali di pubblicare in un’apposita sezione del proprio portale  l’elenco aggiornato di tutte le aziende erogatrici di beni e servizi presso lo stesso Ente, con la precisa indicazione dei nominativi, dei contratti e delle mansioni del personale assunto”.

Claudio Fava, deputato regionale e presidente della commissione Antimafia dell’Ars – “L’indagine della procura di Agrigento conferma quanto era emerso durante le numerose audizioni svolte dalla Commissione Antimafia sulla vicenda Girgenti Acque. Al netto dei profili penali, quello che traspariva, e che oggi le parole del procuratore Patronaggio confermano, era un quadro sconfortante di interessi privati, regalie e clientelismi come tratto distintivo di quella gestione privata delle risorse idriche”.

Matteo Mangiacavallo, deputato regionale di Attiva Sicilia – “Ringraziamo i magistrati per il loro lavoro e speriamo che venga fuori la verità e sia fatta giustizia, ma è importantissimo che si faccia sempre più luce su una vicenda che ha tormentato gli agrigentini per oltre un decennio. Ho denunciato la situazione della società sin dall’inizio. La gestione del servizio idrico da parte di Girgenti Acque non è andata sicuramente a favore dei cittadini in questi anni, mentre ben evidente è apparso il ruolo di ‘assumificio’ della società, come fu definita dal procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo. Giusto quindi che si continui ad andare a fondo in questa vicenda: per questo va tutto il nostro apprezzamento alla magistratura che sta scoperchiando questo vaso di pandora”.

Gabriella Giammanco, vicepresidente di Forza Italia in Senato e portavoce azzurra in Sicilia – “Per fortuna in questo Paese, dopo tutti gli scandali che hanno visto coinvolti esponenti della magistratura militante, un avviso di garanzia fa notizia solo per giustizialisti e manettari. Sono certa che Gianfranco Miccichè, come egli stesso ha già anticipato, dimostrerà la sua assoluta estraneità ai fatti contestatigli. A lui va tutta la mia vicinanza umana, il mio sostegno politico e la mia immutata stima”.

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