Giunta, azzeramento rinviato: si attende (forse) l’approvazione dell’esercizio provvisorio

Niente azzeramento della Giunta. Almeno per ora. Tutto è rinviato di almeno una settimana, in attesa che venga approvato l’esercizio provvisorio. L’appuntamento a sala d’Ercole, salvo novità, dovrebbe essere quello di martedì prossimo.

L’approvazione dell’esercizio provvisorio, nei programmi originali, avrebbe dovuto essere votata ieri ma poi, dopo le polemiche seguite alla nomina dei tre grandi elettori, è stato deciso di sospendere la seduta e di rinviarla alla prossima settimana.

Musumeci ha riunito la Giunta in tarda mattinata per un esame della situazione, una seduta che si sarebbe dovuta concludere con l’azzeramento annunciato ieri sera dal presidente. Cosa che non è avvenuta e che in questo momento sembra avere un solo significato: si prende tempo, probabilmente nel tentativo non facile di rimettere insieme i cocci di una maggioranza crepata dopo la votazione di ieri.

E non è da escludere che, sfumata la fase acuta dell’arrabbiatura, il presidente Musumeci possa avere ripensamenti. Anche perché non sarà facile dare vita a una giunta tutta (o quasi) nuova, con il benestare dei partiti e così autorevole da poter superare i tanti scogli di fine legislatura, a cominciare dall’approvazione del Bilancio.

È già arrivato il commento sarcastico del deputato Claudio Fava, Centopassi, sui propri canali social: “Crisi regionale, farsa un tre atti. Atto primo: “Mi dimetto!!”. Atto secondo: “Non mi dimetto ma azzero la giunta!”. Atto terzo: “Non è successo niente, prendiamoci un caffè…”.

Anthony Barbagallo, segretario regionale Pd: “Tanto tuonò che non piovve! Per Musumeci bisogna riscrivere anche i proverbi. Oggi, dopo una giunta che si preannunciava di fuoco, la montagna non ha partorito neanche un topolino: niente azzeramento e il presidente conferma la visita ufficiale a Marsala. La Sicilia non può più permettersi questi giochi di potere, con una maggioranza in frantumi e con il presidente che naviga tra i soliti roboanti annunci e le manie da attore protagonista. Questa farsa va in scena da troppo tempo, mentre la scuola è nel caos più totale, il tracciamento covid è saltato – aggiunge – i posti di terapia intensiva annunciati esistono solo sulla carta con un ritardo colpevole sull’edilizia sanitaria. Non c’è neanche il bilancio provvisorio e la maggioranza si è liquefatta. Ma cosa aspetta Musumeci ad andarsene? Lasci subito, è già troppo tardi”.

Giuseppe Lupo capogruppo PD all’Ars: “Con questo teatrino fatto di isteriche minacce e dietrofront, Musumeci ha davvero dimostrato di aver perso lucidità. E pensare che appena pochi giorni fa aveva convocato una conferenza stampa per dire che il centrodestra era unito, non solo sulla carta. In un momento come quello che stiamo attraversando, con una Sicilia senza bilancio, che proprio per colpa delle scelte sbagliate del governo regionale vede la zona arancione alle porte, con le scuole e gli ospedali nel caos, per Musumeci ed il centrodestra la priorità è litigare per le poltrone in giunta”.

Nuccio Di Paola, capogruppo M5S all’Ars: “Un presidente di parola, non c’è che dire: prima annuncia le dimissioni, poi l’azzeramento immediato della giunta, ma alla fine non fa nulla. E in questo, comunque, c’è da riconoscerglielo, mostra grande coerenza, visto che durante tutta la legislatura, ha fatto poco o nulla per la Sicilia. La decisione di posticipare l’azzeramento della giunta, che poi probabilmente sarà un rimpasto, non fa altro che confermare che Musumeci è succube di quei partiti che lo hanno umiliato in aula e che da tempo ormai lo hanno abbandonato. L’evidenza dei numeri avrebbe dovuto certificare il fallimento di questa esperienza di governo e spingere il presidente a lasciare il posto. Invece ha deciso di restare, a dispetto di tutti. Vorrà dire che fra qualche mese, dopo il Parlamento, saranno i siciliani a sfiduciarlo”.

Nello Dipasquale, deputato regionale del Pd: “La pagliacciata peggiore della legislatura, durante la quale Musumeci ha offerto altre sceneggiate che più che ilarità sollevano grande tristezza per la grave mancanza di rispetto nei confronti dei siciliani. In meno di 24 ore Musumeci è riuscito a farsi delegittimare dalla sua stessa maggioranza; non ancora soddisfatto, ha proseguito la serata minacciando dimissioni, salvo poi cedere alle richieste di rinvio tattico, in attesa di animi più calmi, fino ad azzerare la giunta. Solo in mattinata si è ricordato di essere il presidente di una Regione che in questo momento non ha nemmeno un esercizio provvisorio approvato, tanto da azzerare l’azzeramento della giunta. Tutto ciò è vergognoso”.

Sebastiano Cappuccio, segretario regionale Cisl: “Tutte le forze politiche abbiano il futuro della Sicilia come obiettivo primario e affrontino, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo, questo momento difficile per la vita dell’isola, a causa dell’aumento dei contagi e della persistente crisi economica. La Cisl esorta ad agire secondo un prevalente senso di responsabilità, nell’auspicio che si possano trovare le condizioni per siglare un patto sociale fra istituzioni, sindacati e imprese. Non ci interessano le schermaglie politiche da qualunque parte provengano. Per la Cisl al centro ci sono la persona, il lavoro e lo sviluppo”. 

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