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Grillo (Unità siciliana) ai deputati siciliani: “Cambiare subito il decreto liquidità”

Salvatore Grillo, presidente del movimento Unità Siciliana – Le Api, ha inviato una lettera ai parlamentari nazionali eletti in Sicilia, di tutti i partiti. È un accorato appello a modificare il “decreto liquidità” per salvare non solo la Sicilia ma tutta l’Italia.

Secondo Grillo, i soldi andrebbero assegnati a fondo perduto direttamente alle imprese e semmai lasciare alle banche la possibilità di finanziare ulteriori investimenti delle imprese con un fondo di garanzia al 100%non tramite le banche, “per evitare una strage di partite Iva. Grillo sollecita i deputati anche a seguire da vicino la bozza del dipartimento di politica economica che vorrebbe eliminare la clausola della riserva del 34% per il sud sugli investimenti.

Questo il testo completo della lettera di Salvatore Grillo.

“Non occorrono studi particolari per capire che la nostra economia sta subendo un colpo che può rivelarsi di portata storica e gravare per una intera generazione aumentando la disastrosa condizione del meridione e della Sicilia e non servono specializzazioni per sapere che le imprese, tutte, hanno bisogno immediato di liquidità, vera, da dedicare a sanare i danni della crisi, una liquidità che deve essere data a fondo perduto, legandola solo al mantenimento dell’attività d’impresa. Una liquidità, quindi, che non deve servire alle imprese a pagare le tasse né deve divenire un gravame sulle loro spalle.

Chi si è dovuto fermare deve affrontare i costi delle locazioni, delle retribuzioni del personale, delle spese generali, costi che non saranno bilanciati da una attività che non c’è stata. Quindi i soldi vanno dati alle imprese, non tramite le banche, ma direttamente. Tramite le banche, con un fondo di garanzia al 100%, si possono finanziare gli ulteriori investimenti delle imprese esistenti e delle nuove. Se gli uffici di bilancio andranno a sostenere limitazioni di agibilità di spesa si risponda che invece di impegnare 100 miliardi per farne arrivare 400 tramite le banche, soldi che non arriveranno subito e, quelli che arriveranno non supereranno i cento miliardi, tanto vale dare gli stessi 100 miliardi subito alle imprese, a fondo perduto, per evitare che nei prossimi mesi ci sia una strage di partite IVA, un aumento esponenziale della disoccupazione, una diminuzione delle entrate fiscali e una recrudescenza di reati contro il patrimonio e le persone.

Questo decreto “liquidità”, ormai battezzato “illiquidità”, è stato partorito dal meno illuminato apparato burocratico dello Stato, regalando alle imprese l’incubo del rapporto con banche che già dichiarano di non potere affrontare questa valanga di domande e si attrezzano a creare corridoi di percorrenza obbligatoria simili alle corsie che troviamo nelle aerostazioni per regolare l’afflusso ai controlli, ma purtroppo questa volta l’aereo partirà lasciando tutti a terra. Inoltre mi permetto di invitare i parlamentari siciliani e tutti quelli meridionali a seguire con attenzione anche la bozza del dipartimento di politica economica che vuole eliminare la clausola della riserva del 34% per il sud sugli investimenti, clausola invero mai attuata, ma sulla quale ultimamente i richiami di Bruxelles sono divenuti forti e chiari. Sull’argomento basta fare ricordare che il meridione già prima della crisi aveva un PIL inferiore di dieci punti a quello che aveva prima della crisi del 2009 e lo Svimez calcola che a fine crisi coronavirus il sud perderà altri 8 punti.

Quindi altro che sospensione dei parametri, occorrerebbe aumentare la riserva per il sud se si vuole operare con giustizia. Buon lavoro e, mi auguro, unità tra tutti i rappresentanti della Sicilia e del meridione; aggiungo il consiglio di allertare il proprio partito nazionale e, se lo si vede “bloccato” dal richiamo potente della burocrazia e dei grandi interessi, trovare una unità in Parlamento con tutti, su argomenti che nulla hanno di ideologico: non occorre essere di sinistra o di destra per trovarsi d’accordo su questi argomenti, occorre solo essere sufficientemente intelligenti ed avere scelto di difendere prima il territorio, le popolazioni che si rappresentano e dopo i partiti”.

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