Cappello (m5s) difende toninelli dalle accuse di musumeci

I 5 Stelle a difesa del “loro” ministro: “Musumeci ingrato, festival della miserabilità”

I deputati del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars prendono immediatamente le distanze dal presidente della Regione Musumeci (definito galoppino della menzogna) e con una conferenza stampa difendono l’operato del ministro (5 Stelle) Danilo Toninelli dopo le accuse mosse in conferenza stampa dal presidente del Governo siciliano.

Contestualmente i 5 stelle hanno comunicato di avere presentato una richiesta di convocazione straordinaria dell’aula per affrontare una nuova questione morale con riferimento al fatto che il presidente della Commissione Bilancio Savona, indagato, secondo loro dovrebbe fare un passo indietro. Da giorni i tre componenti M5S della commissione disertano l’aula per protesta.

LE REAZIONI CONTRO MUSUMECI

Francesco Cappello, capogruppo M5S all’Ars.”A Palazzo d’Orleans c’è stato un festival della miserabilità. Musumeci recita lo stesso copione di chi lo ha preceduto in un rapporto di ingratitudine verso lo Stato, in questo caso verso il ministro Toninelli. Ma evidentemente, siccome siamo in campagna elettorale, il presidente Musumeci pensa di sfoggiare le sue doti di bravura nell’insultare. Però alle Europee non ci mette la faccia, infatti ‘Diventerà Bellissima’ non ci sarà alle elezioni”.

Giancarlo Cancelleri, vicepresidente Ars (M5S): “Noi non veniamo a fare passerelle, dire che un ministro è un ‘galoppino elettorale’ non qualifica il ministro, qualifica chi usa certe espressioni. Il presidente della Regione non ha neppure partecipato all’incontro con il presidente del Consiglio Conte, dovrebbe avere maggiore rispetto per le istituzioni. Non siamo più disposti ad avere come presidente della Regione un “galoppino della menzogna”. Noi non abbiamo mai fatto mancare il rispetto istituzionale, il presidente Musumeci dice che ci sono cantieri fermi da trent’anni? Lui è stato sottosegretario dei governi nazionali che non li hanno sbloccati, quei cantieri. Noi invece lo abbiamo fatto. Un referendum sul Ponte sullo Stretto? Cosa volete che dicano i siciliani: non ci sono strade, secondo voi i cittadini vogliono il Ponte o le strade? Il nostro non è un ‘no’ ideologico, noi diciamo che prima del Ponte servono strade e ferrovie, solo dopo possiamo parlare del Ponte. Della Messina – Palermo ne vogliamo parlare? Si fa pagare un pedaggio per un tratto di autostrada ad alto rischio, chi la conosce sa che è così. Toninelli ha evidenziato le carenze della rete autostradale in Sicilia e ha chiesto al Cas di svolgere il proprio dovere, non capisco la reazione del presidente Musumeci”.

Antonio De Luca, deputato M5S: “Il presidente Musumeci ha perso l’ultima cosa che aveva, lo stile. Sarà ricordato come un presidente che non sta facendo nulla se non criticare il ‘modello del fare. Il ministro Toninelli è venuto in Sicilia per portare fatti, il presidente Musumeci si comporta come il bambino invidioso. Il governo nazionale ha individuato alcune carenze, e tra queste vi sono quelle relative alla gestione delle autostrade da parte del Cas”.

In risposta alla posizione dei pentastellati va segnalata l’opinione del deputato regionale Anthony Barbagallo (Pd) che su Facebook scrive. “Un referendum sul Ponte sullo Stretto? Si, sono d’accordo: facciamolo presto ed evitiamo futili strumentalizzazioni. È un’opera fondamentale per il Mezzogiorno”.

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