mare jonio, ong e salvini ai ferri corti orlando presenterò esposto a corte di giustizia

I migranti della “Jonio”, i sondaggi e la questione politica: copione già noto

La situazione a Lampedusa è abbastanza serena. Le tensioni che ieri si sono acuite ora dopo ora, in attesa di una decisione finale, sono scemate dopo lo sbarco di ieri sera del 48 migranti dalla “Mare Jonio” (stanno tutti bene) e il sequestro probatorio della nave. Ora la parola passa alla magistratura che ha già aperto un’inchiesta. Il procuratore aggiunto Vella è già a Lampedusa per sentire il comandante Pietro Marrone, che ieri ha ignorato l’alt intimato dalla Guardia di finanza e il capo della missione di Mediterranea Luca Casarini, peraltro duramente attaccato dal vicepremier Matteo Salvini.

Premesso che l’attenzione di ieri era soprattutto rivolta alla incolumità dei migranti, che sono le “vere vittime”, è chiaro che questa volta – più di altre – la vicenda degli sbarchi è stata più una questione politica che umanitaria. La liturgia, più o meno, è sempre la stessa; le tensioni cambiano a seconda delle condizioni di salute dei passeggeri, del mare e del tempo ma la questione è sempre più politica, con Salvini impegnato a difendere il “nuovo corso” del Governo che fin dal suo insediamento ha puntato molto sulla riduzione degli sbarchi e sui criteri dell’accoglienza ai migranti.

Saremo anche smentiti dai fatti ma l’impressione è che ieri sia stata portata avanti una rappresentazione “teatrale”, o se preferite a favore di telecamera, con la recita di un copione già noto e pertanto meno attraente. La presenza a bordo della nave di Luca Casarini, il “disobbediente” dei no global, ha dato un po’ più di pepe alla vicenda che – fatemi passare il paradosso volutamente roboante – rappresenta una sorta di overture dell’altra rappresentazione politica che poco appassiona gli italiani e cioè il voto del Parlamento su Salvini per il caso della “Diciotti” che mesi fa ha tenuto banco a lungo sulle pagine dei giornali e che ha avuto gli sviluppi giudiziari ormai noti.

Nel bailamme della cronaca minuto per minuto ieri è passata quasi sotto silenzio la dichiarazione del sindaco di Lampedusa che ha raccontato che gli sbarchi sull’isola, anche nel 2019, sono stati tanti. Però sono passati sotto silenzio, a telecamere spente. E già oggi “le telecamere” si spostano a Roma. C’è il voto in Parlamento, c’è l’arresto per corruzione del presidente del consiglio comunale di Roma Marcello De Vito, grillino. C’è da dare un’occhiata ai nuovi sondaggi. Chi è stato più convincente per gli italiani? Chi sono i buoni e chi i cattivi?

Categorie
editoriali
Facebook
Video

CORRELATI