miccichè e il caso arata in commissione antimafia regionale

Il caso Arata, Miccichè risponde alle domande della commissione antimafia

Gianfranco Miccichè e il caso Arata. Il presidente dell’Ars, convocato in commissione antimafia per ricostruire i suoi rapporti con il faccendiere Paolo Arata che è al centro di una importante inchiesta della Procura di Palermo (già due funzionari regionali sono stati arrestati), ha raccontato tutto ciò che sapeva sugli incontri avvenuti.

“Non ho idea e non conosco e non ho mai conosciuto Vito Nicastri, né seguo tanto le cronache giudiziarie – spiega all’inizio Miccichè -. La conoscenza con Paolo Arata invece avviene anni fa tramite un collega deputato della Camera tra il ’93 e il ’96. Poi mi viene chiesto da Alberto Dell’Utri se poteva dare il mio numero ad Arata, io ho acconsentito, mi ha chiamato, ci siamo sentiti. Ma io lo incontro per la prima volta il 13 febbraio 2018 all’una e mezza”.

“Arata – prosegue Miccichè – mi chiese di organizzare un appuntamento con Pierobon. Mi disse che lo aveva già incontrato in assessorato, era di casa in assessorato. Le nostre segreterie si sono sentite per organizzare l’incontro. Abbiamo parlato di Siri, che non conosco. Siri l’ho sentito una volta al telefono anni fa in occasione di elezioni. Mentre in quell’occasione Arata mi parlò di cose generali, della nostra vecchia esperienza e poi del suo progetto e del fatto che voleva parlarne all’assessore. Ma io non capisco molto di queste cose”.

“Ho incontrato Arata in assessorato. Lui era con Cocina e io ero con Alberto Pierobon che mi stava facendo visitare fisicamente gli uffici. Il figlio di Arata, Francesco, il 12 luglio 2018 mi chiese di incontrare l’assessore Mimmo Turano perché aveva un problema con l’assessorato. L’incontro avvenne qui in Assemblea, erano nella mia stanza ma parlavano di questioni tecniche, io mi alzavo, facevo chiamate e rispondevo al telefono, quindi non ho seguito tutto. Ma dopo quell’incontro fra Arata e Turano, l’assessore mi ha sconsigliato di continuare ad avere rapporti con Arata, di non occuparmi più della vicenda. Turano mi disse: ‘Gianfranco levaci mano’. Immagino che Turano sapeva chi fosse Arata o deve essere venuto a saperlo. Io non sapevo”.

Il presidente della commissione antimafia regionale Fava poi ha letto la parte dell’ordinanza in cui Arata avrebbe detto a Nicastri che Miccichè sapeva dei loro legami. Ha replicato Miccichè:  “Sono minchiate”. E poi ha aggiunto: “Ci sono due cose che non mi tornano nella ricostruzione che ho appreso dai giornali. Perché io non ho mai combinato un incontro fra Cocina e Arata. Non solo non ricordo questo incontro ma ho chiesto alla mia segreteria se avessi avuto incontri con Cocina, è accaduto il 18 gennaio 2018, prima di conoscere Arata”.

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