Il caso della scuola Umberto, Argiroffi: “Io sto col preside, la droga fa schifo”

(gm) Grande clamore ha suscitato nei giorni scorsi l’intervento di carabinieri e cani antidroga all’interno del liceo palermitano Umberto I. Una notizia che ha scatenato polemiche e condivisioni ma che ripropone il problema della sempre più diffusa presenza di droga nelle scuole. Alcuni genitori hanno scritto una lettera di protesta indirizzata al dirigente scolastico Vito Lo Scrudato, “accusato” di essere stato promotore dell’iniziativa e di avere disatteso “un accordo” raggiunto con i genitori. Ma, al di là dell’iniziativa del preside, i contorni della storia vanno ancora chiariti perché sembra che l’intervento dei carabinieri sia da mettere anche in relazione a una serie di attività antidroga dei militari che hanno recentemente portato all’arresto di pusher nei pressi di alcune scuole, tra cui l’Umberto I. Sull’argomento interviene il consigliere comunale del M5S Giulia Argiroffi con un lettera che riceviamo e pubblichiamo.

Forse non sono in molti a ricordare le parole di Pasolini: io simpatizzo coi poliziotti! Erano gli anni della contestazione studentesca, la prima, quella vera, quella che mise a ferro e fuoco mezza Europa. Insomma, il ’68. E Pasolini, rivolgendosi agli studenti scrisse:

“Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo), ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici. Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano. Quanto a me, conosco assai bene il loro modo di essere stati bambini e ragazzi le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui, a causa della miseria, che non dà autorità.”

Perché questo ricordo? Perché senza memoria non esiste futuro! Sappiamo tutti come andò a finire la storia del ’68… La gran parte di quei ragazzotti divenne classe dirigente, quella stessa classe dirigente che ci ha portati sull’orlo del baratro con politiche ipocrite, pseudo liberal, radical chic.

L’episodio del Liceo Umberto I, dove il preside Vito Lo Scrudato ha chiesto l’intervento dei carabinieri con i cani antidroga per una ispezione alle aule e agli studenti, sta suscitando la reazione di una parte dei genitori che rimprovera al preside di “aver tradito un patto di fiducia”. Ora, a prescindere dal fatto che il preside ha agito in tal modo anche perché aveva raccolto l’allarme di alcuni genitori – preoccupati per il fenomeno del consumo di droghe a scuola – quale messaggio educativo stanno dando quei genitori indignati ai loro figli? Che le forze dell’ordine non siano al nostro servizio, o peggio, che di loro c’è da aver paura?

Dal ’68 a oggi, tra l’altro, ne è passata di acqua sotto i ponti, e le forze dell’ordine si sono perfezionate, specializzate, in molti casi rappresentano delle vere e proprie eccellenze, riconosciute come tali a livello internazionale e il reparto anti droga è uno di questi!

Ma di cosa stiamo parlando? Di cosa stanno parlando? Di un preside efficiente e non pusillanime che, né più né meno, svolge al meglio il suo compito? Che poi altro non è che l’insegnamento al rispetto di noi stessi e delle regole condivise! Forse mi attirerò delle antipatie (non saranno le prime e nemmeno le ultime), ma io mi sento di dire che simpatizzo col Preside e con le forze dell’ordine! E che, fossi stata io preside di quel liceo, avrei agito nello stesso identico modo!

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