Il CdM annulla l’ordinanza di De Luca. Il sindaco: “Subdolo regime, lupara di Stato”

Via libera del Consiglio dei ministri all’annullamento dell’ordinanza del sindaco di Messina Cateno De Luca che obbligava tutti coloro che dovevano entrare in Sicilia dal porto di Messina a registrarsi in una apposita banca dati. A prescindere dal merito dell’ordinanza, il provvedimento di De Luca aveva un difetto di competenza in quanto investiva un ambito territoriale regionale e non circoscritto al Comune di Messina. Ieri il Consiglio di Stato aveva dato il suo ok alla proposta del Viminale di annullare l’ordinanza.

Prima della riunione del Consiglio dei Ministri, il sindaco De Luca aveva diffuso un’altra nota dai toni sopra le righe. “Mi vogliono politicamente ammazzare a colpi di lupara di Stato. La riunione straordinaria del CdM che è stata preannunciata è l’ennesima conferma della trasformazione di uno Stato serio in Repubblica delle Banane che questo Governo ha avuto la capacità di fare con l’Italia”.

Cateno De Luca aveva inviato una “memoria difensiva” al premier Giuseppe Conte: “Mi hanno più volte intimidito con le loro omissioni, i loro silenzi e i loro avvertimenti burocratici ma vado avanti per tutelare gli italiani da quello che ormai è un subdolo regime. Preferisco morire in trincea, politicamente vittima dei colpi di lupara di stato”.

(gm) La passione e l’attivismo del sindaco De Luca sono state apprezzate dalla maggioranza dei siciliani e ognuno ha il diritto di farsi una libera opinione. Riteniamo però che continuare a utilizzare espressioni volutamente “forti” metta Cateno De Luca inutilmente dalla parte del torto 

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