Il Consiglio di presidenza dell’Ars dà il via libera al taglio delle pensioni degli ex burocrati

Il Consiglio di Presidenza dell’Ars, con voto unanime, ha deciso di recepire la legge nazionale che, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni e le aziende private, prevede dal primo gennaio 2019 e per la durata di 5 anni, la riduzione dei trattamenti pensionistici diretti superiori ai 100 mila euro lordi l’anno”.

Lo scrive in una nota il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, al termine del Consiglio di Presidenza.

L’ufficio di presidenza ha dato così seguito all’applicazione della legge nazionale 30 dicembre 2018, n. 145 che reca disposizioni in materia di riduzione dei trattamenti pensionistici. In pratica si tratta di un contributo di solidarietà che varrà per cinque anni. Gli importi saranno ridotti in base alle seguenti aliquote percentuali:

  • 15% per le pensioni da 100 a 130 mila euro;
  • 25% per quelle da 130 a 200 mila euro;
  • 30% per le pensioni da 200 a 350 mila euro;
  • 35% per quelle da 350 a 500 mila euro;
  • 40% per le pensioni superiori a 500 mila euro.

Il taglio verrà fatto a prescindere dal sistema di calcolo adottato per la liquidazione delle stesse pensioni, con la esclusione dei trattamenti pensionistici corrisposti ai dipendenti dispensati dal servizio per motivi di salute. I risparmi saranno accantonati in un apposito fondo istituito nel bilancio dell’ARS.

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