Il deputato nazionale Santi Cappellani lascia il M5S. “Movimento in preda all’anarchia”

Il deputato nazionale catanese del M5s Santi Cappellani ha lasciato il movimento ed è una implicita conferma di uno stato di malessere che lo schieramento politico pentastellato sta vivendo da qualche mese a questa parte e che ha prodotto scadenti risultati elettorali.

Con una mail, Cappellani ha spiegato che “non avrebbe senso rimanere in una squadra in cui non ci si riconosce più” e sostiene che già da tempo avvertiva un senso di frustrazione e di “non poter rispondere ai territori per non minare gli equilibri di questo o quel governo”.

Nella missiva, come riporta La Sicilia, Cappellani, 29enne manager nell’azienda di famiglia, aveva spiegato di non avere potuto ‘pagare’ il movimento perché non ricordava la password d’accesso al sistema, scrive che il M5s si è “imborghesito, finito in una spirale di autoreferenzialità”. “Quando sento la frase ‘pugno di ferro’ – aggiunge – rabbrividisco“.

Secondo Cappellani nel M5s c’è “più ascolto a comunicazione e sondaggi” che “al sentire comune e della base“. E “mentre ci si apriva giustamente alla società civile con gli uninominali, si cancellavano dalle liste attivisti storici, senza alcuna motivazione”. Cappellani contesta anche che in Sicilia il M5S “è in preda all’anarchia, non vi è una linea comune, molto spesso, e senza confronto, vengono prese posizioni contro i nostri stessi alleati di governo e contro le azioni dei nostri stessi ministri. Gli amministratori locali sono abbandonati a se stessi”.

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