Il killer di Nizza era sbarcato a Lampedusa: lo confermano gli apparati di sicurezza

Brahim Aoussaoui, il killer che ha colpito oggi nella chiesa di Nizza (uccidendo tre persone – tra cui una donna decapitata) è sbarcato a Lampedusa assieme ad altri migranti. La conferma delle modalità con cui il tunisino è entrato in Europa arriva da fonti degli apparati di sicurezza secondo le quali nell’isola c’è stata la prima registrazione dell’uomo.

Sono in corso tutti gli accertamenti per ricostruire i vari spostamenti del tunisino, in stretto contatto con le autorità francesi. Risulta anche che nei confronti di Brahim Aoussaoui era stato emesso un decreto di respingimento del prefetto di Bari accompagnato da un ordine del questore ad abbandonare l’Italia entro sette giorni e nei suoi confronti non era stato disposto il trasferimento in uno dei Centri per i rimpatri poiché non c’erano segnalazioni. Gli uffici della Questura di Bari sono ora al lavoro per ricostruire l’eventuale passaggio dell’uomo dal capoluogo pugliese, dove l’8 ottobre scorso è attraccata la nave quarantena Rhapsody con 805 migranti a bordo.

Il tunisino, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, è arrivato in Italia nei giorni in cui sono sbarcate altre centinaia di suoi connazionali a Lampedusa. Dopo il periodo di quarantena a bordo della nave, Aoussaoui è stato fotosegnalato e identificato assieme agli altri tunisini. All’esito delle procedure identificative, non sono emersi precedenti tentativi di ingresso in Italia, precedenti penali o segnalazioni da parte dell’intelligence e delle autorità tunisine e dunque per il 21enne è scattato il decreto di respingimento e non il trasferimento nei Centri per i rimpatri, come invece è accaduto per diversi suoi connazionali.

Non è la prima volta che un tunisino sbarcato in Italia si è poi reso protagonista di atti di terrorismo in Europa. La circostanza è simile ad un altro “caso”: sempre a Lampedusa infatti arrivò – assieme a migliaia di tunisini – Anis Amri, l’autore della strage al mercatino di Natale di Berlino nel 2016. Al momento dello sbarco Amri si dichiarò minorenne e fu trasferito in un centro per minorenni in Sicilia

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