zaia risponde a siciliani liberi

Il leghista Zaia e “Siciliani liberi”, botta e risposta sul regionalismo differenziato

Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha risposto alla lettera del partito Siciliani Liberi con la quale venivano avanzate forti critiche allo schema autonomistico pensato dalle tre Regioni del Nord Italia che chiedono, appunto, i “maggiori spazi di autonomia” in realizzazione del dettato costituzionale così come reso dalla Riforma del Titolo V.

“Il Veneto sta portando avanti un percorso scelto dal popolo e legittimato dal diritto italiano”, sottolinea Zaia nell’accorata risposta, con la quale evidenzia altresì come questo percorso sia figlio di una visione differente, “un modo di concepire il pubblico amministrare non più accentrato e distante dalle realtà territoriali, bensì modulato dalle esigenze specifiche espresse dai singoli contesti territoriali”.

Ancora, il presidente leghista della Regione “locomotiva d’Italia” – che anche ieri, da Treviso, ha alzato la voce per sollecitare l’autonomia (“Se non ce la danno, tutti a casa. Siamo stanchi di pagare gli sprechi degli altri”) –  respinge al mittente le accuse di un atteggiamento divisivo all’interno del Paese, richiamando e ancora riaffermando la volontà di fare dell’Italia un Paese federale, sull’esempio di Svizzera, Austria e Germania, “esempi virtuosi che incentivano i sentimenti di autodeterminazione del Veneto, il quale ha sempre dimostrato un notevole attaccamento alle proprie radici storico – culturali e un acceso senso di responsabilità verso il territorio regionale”.

Senso di responsabilità che altrove sarebbe invece mancato e, in ragione di ciò, qualche rigo più avanti, invita a rivolgere “le istanze di rivendicazione e le rimostranze riguardanti la ‘mala gestione’ delle risorse pubbliche operata da alcune Regioni, pur se comprensibili e condivisibili” alla classe dirigente locale.

Contestati anche gli aspetti finanziari, confutati con l’asserzione che il metodo utilizzato nei trasferimenti delle risorse sarebbe stato, dagli anni ‘70, quello della “spesa storica”, “strutturalmente rigida, a tratti arcaica” e che avrebbe penalizzato le Regioni virtuose come il Veneto.

La contro risposta dei Siciliani Liberi non si è fatta attendere. La riportiamo integralmente.

“Il Presidente Zaia ha risposto alla nostra lettera. Già questo è un atto di cortesia che merita di per sé riconoscimento. Venendo al merito della risposta, la prima parte della stessa sembra addirittura conciliante. Riguardo alle nostre prime due domande sembra persino darci ragione: 1) Criticate la spesa storica? Il Veneto è d’accordo con Voi. 2) Vi lamentate che lo Stato deve comunque garantire i Livelli Essenziali di Prestazione? Avete ragione.

Certo, la risposta è un po’ retorica, solo di principio, perché in realtà in questo regionalismo differenziato si sta invece blindando la spesa storica sproporzionata a favore del Nord ed esso non è affatto subordinato alla definizione dei LEP. Ma, a questo punto, potremmo dire, che la “colpa” di questo non sta nel Veneto ma nello Stato, e soprattutto in chi oggi dice di rappresentare la Sicilia se ciò non avviene. Ma, fin qui, seppure con il sottile raggiro di chi ci dà ragione lasciando che tutto resti com’è, la risposta può anche sembrare cortese e disponibile.

Sul moralismo reiterato, secondo cui il “malgoverno” sarebbe una nostra prerogativa, smentito persino dalla cronaca di queste ore, sorvoliamo: sta parlando ai Veneti, che “si rimboccano le maniche” non a noi (che ce le rimbocchiamo ogni giorno, stia tranquillo). Ma francamente non è questo il punto centrale. Ciò che appare inaccettabile in questa risposta è però che ancora una volta si diano per buone le statistiche farlocche che attribuiscono alla Sicilia un saldo finanziario negativo di miliardi di euro.

Questo è semplicemente inaccettabile! Per due motivi: primo perché, se anche fosse vero, non sarebbe altro che la perequazione dovuta dal fatto di appartenere a uno Stato comune, ma soprattutto perché non è vero! Che la Sicilia non riceva dallo Stato più di quello che dà lo possiamo dimostrare pubblicamente, anche in contraddittorio con il Presidente del Veneto, ma – ancora una volta – la questione non sarebbe centrale rispetto alla lettera che abbiamo inviato.

Il problema principale è però che Zaia non ha risposto, per nulla, alla nostra terza domanda: 3) Volete trattenervi una percentuale di tributi riscossi nel vostro territorio ma maturati altrove? E tra questi anche quelli maturati in Sicilia che il nostro art. 37, norma costituzionale ci garantirebbe e che non ci sono mai stati dati? Questa domanda, la più importante, è rimasta senza risposta. Anzi, peggio, la risposta è “agli atti risulta costituzionalmente legittimo e amministrativamente valido”. L’arroganza dei forti, che dicono ai deboli “guai ai vinti”, “il nostro volere è legge, è costituzionale per definizione”.

Noi abbiamo posto una questione seria, cruciale, di costituzionalità e tutti la stanno ignorando, calpestando i nostri diritti e le nostre vite. Di questo dobbiamo chiedere conto a chi in modo imbelle oggi rappresenta la Sicilia. E soprattutto quindi al Presidente Musumeci, che dovrebbe stracciarsi le vesti di fronte a tutto ciò, e invece tace. E dobbiamo chiedere conto al soggetto politico che ad oggi risulta aver raccolto i massimi consensi in Sicilia, al potere anche a Roma, il Movimento 5 Stelle, che invece acconsente senza fiatare o che, con insopportabile cialtroneria, parla … d’altro. Alla Lega e ai leghisti siciliani invece non chiediamo nulla. Per noi la prima (la Lega) è solo una controparte, come Zaia, fa i “suoi” interessi, che non sono certo i nostri; e i secondi (i Leghisti siciliani) sono solo la vergogna assoluta della Sicilia di oggi.

Per noi questo Vespro è perciò dedicato a questa battaglia. Se nessuno difende la Sicilia la difenderemo noi Siciliani Liberi, con le forze che abbiamo”.

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