Toninelli in Sicilia
Toninelli in Sicilia

Il ministro Toninelli in Sicilia dice No al Ponte sullo stretto di Messina

Una mattinata siciliana quella del ministro Danilo Toninelli, inviso al vicepremier Matteo Salvini, che ne avrebbe chiesto la rimozione dal dicastero alle Infrastrutture, facendone una questione quasi personale su moltissimi temi a cominciare dalla questione Tav.

Oggi era atteso a Caltanissetta dalle imprese siciliane creditrici di Cmc, ma ne approfitta per rimanere a Punta Raisi (all’arrivo a Palermo) per inaugurare (presente anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando) i lavori di adeguamento sismico e di ristrutturazione del terminal passeggeri nell’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo.

Il solerte ufficio stampa anticipa l’arrivo programmando delle interviste in giornali siciliani nel quale Toninelli rivendica l’impegno per l’Isola, “da quando sono ministro – dice nell’intervista – sono stato in Sicilia sei o sette volte. Abbiamo sbloccato cantieri, altri li abbiamo accelerati. Abbiamo messo un commissario alla disastrata viabilità secondaria (ricordate la diatriba con il presidente Musumeci?). E andiamo avanti su questa strada – aggiunge – per ridare dignità ai siciliani che viaggiano”.

Poi una stoccata ai governanti siculi: “Io amo molto la Sicilia. Ma questa terra meriterebbe amministratori, diciamo, meno gattopardeschi. Qui bisogna cambiare davvero. A cosa serve far fare la Ragusa-Catania al privato in questo modo e poi farla pagare uno o due euro ogni cinque chilometri a chi viaggia? Vogliamo l’ennesima cattedrale nel deserto che non usa nessuno? Noi puntiamo a un’infrastruttura utile per la competitività dei territori, che cittadini e imprese useranno davvero. E siamo vicini a questo importante traguardo”.

Una volta atterrato in Sicilia non poteva che perorare, quanto già anticipato nell’intervista a “La Sicilia”, confermando il No fermo alla realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina: “Tante opere diffuse sono la prima grande opera che serve, Perchè rappresentano non soltanto la priorità per i siciliani che si muovono, ma aiutano anche a generare più lavoro e più ricchezza rispetto a una unica mastodontica infrastruttura. Stiamo raddoppiando la ferrovia Palermo-Catania, che è una grandissima opera prioritaria. Che senso ha fare il Ponte se poi abbiamo il binario unico e le provinciali che cadono a pezzi? Sapete quante cose avremmo potuto fare con quelle centinaia di milioni già sprecate per un ponte di cui non è stato realizzato nulla?”.

Toninelli deve rispondere della spina nel fianco che ha il nome di Salvini. Un pungolo continuo a cui Toninelli dice: “Evito di fare polemiche perchè avrei anch’io ragioni per replicare. Ho un sacco di lavoro da fare, questo governo ha un sacco di problemi da risolvere. Secondo voi penso alle poltrone? Chiedo anche agli altri di lavorare. C’è tanto da fare sulla sicurezza, sulla immigrazione”.

E ancora sugli atti valdalici: “Rfi sta monitorando la rete, sembra che si tratta di tre distinti atti, quindi chiediamo che intervengano immediatamente le forze dell’ordine per fare chiarezza perchè si tratta di atti dolosi. Compito di Rfi è di intervenire prima possibile, come sta facendo, per far sì che questi disagi, in questo pessimo lunedì mattina, possano essere risolti. Quando avremo tutte le informazioni potrò rispondere in Parlamento ma chi oggi chiede che il ministro vada a riferire deve prima chiedere al ministro dell’Interno chi sono i responsabili”.

Poi il ministro delle Infrastrutture torna sui suoi NO: “Ogni tanto ho il coraggioso di dire di no ad alcune cose che non vanno bene. Vogliamo dire che l’Italia è il primo Paese al mondo per costo di un chilometro di autostrade? Che sono stati detti sempre dei sì a progetti scritti male, a gente che voleva corrompere? Bisogna avere il coraggio di dire sì a tantissime cose come la manutenzione ordinaria per evitare altri casi come il ponte Morandi. Ma quando c’è un progetto mal partito o che costa troppo ogni tanto qualche sacrosanto no bisogna dirlo”.

Infine Toninelli dice la sua sull’altra questione spinosa: l’autonomia differenziata chiesta dalle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia. “Chiedo a tutti i ministri del M5s e della Lega di abbassare i toni. Le tantissime ore di lavoro, i tanti tavoli con i tecnici coordinati dalla ministra Stefani stanno portando a un prodotto buono, perchè è in punta di Costituzione. Evitiamo di affrettare le conclusioni che poi magari tra uno o due anni vengono poi bocciate dalla Corte costituzionale – afferma Toninelli – Le riforme così importanti vanno fatte bene nel rispetto della Costituzione. Abbiamo un presidente del Consiglio che è molto preparato e che vuole interloquire con i presidenti delle Regioni e lo vuole fare con toni istituzionali per cui anche i governatori mantengano toni istituzionali”.

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