Falcone - Borsellino

“Il nome di Falcone non merita tutela”: respinto ricorso contro una pizzeria in Germania

“Il giudice ha operato principalmente in Italia e in Germania è noto solo a una cerchia ristretta di addetti ai lavori e non alla gente comune che frequenta la pizzeria”. Con questa motivazione è stato respinto un ricorso presentato in Germania dalla sorella del giudice Giovanni Falcone, la professoressa Maria Falcone, contro una pizzeria a Francoforte sul Meno, che ha scelto il nome “Falcone e Borsellino”.

Il ricorso era motivato dal fatto che (nonostante l’uso del nome “Falcone e Borsellino) sui muri del locale l’attività ha appeso la celebre foto di Tony Gentile che ritrae insieme i giudici. Ma accanto ad essa ha messo anche l’immagine di don Vito Corleone del celebre film Il Padrino e inscenato una serie di buchi a simboleggiare fori di proiettile.

Nel ricorso, Maria Falcone ha richiesto al Tribunale tedesco di inibire al proprietario del locale, Constantin Ulbrich, di utilizzare il nome Falcone nell’intestazione della pizzeria. Ieri il deposito del verdetto: ricorso respinto perché, scrive il tribunale, sono passati quasi 30 anni dalla morte di Falcone e il tema della lotta alla mafia non è più così sentito tra i cittadini. A nulla sono valsi i documenti prodotti dalla Fondazione Falcone e dalla sorella del magistrato assassinato a riprova della fama internazionale e in particolare della notorietà in Germania del magistrato palermitano.

Per il tribunale di Francoforte, “la protezione post mortem della personalità diminuisce con l’aumentare della distanza dal momento della morte. Essa termina quando la memoria del defunto è svanita in modo tale che il suo interesse per i diritti della personalità passa in secondo piano rispetto agli interessi contrastanti. Giovanni Falcone è morto nel 1992, quindi sono passati circa 28 anni. 30 anni fa, il tema lotta alla mafia era sotto gli occhi di tutti. Oggi non è più così per la collettività”.

“É una sentenza che ci addolora molto. Proprio nel momento in cui il valore del lavoro e dell’eredità umana e professionale di Giovanni Falcone viene riconosciuto a livello mondiale, un magistrato di un paese che soffre sulla sua carne il pesante ingombro della presenza delle mafie scrive un verdetto simile” dice Maria Falcone. “Meno di due mesi fa – spiega la professoressa – e cito solo l’ultimo di una lunga serie di episodi in tal senso, al termine della Conferenza delle Parti sulla Convenzione Onu contro la criminalità transnazionale riunita a Vienna, è stata approvata all’unanimità da 190 Paesi una risoluzione che riconosce il contributo dato da Falcone alla lotta al crimine organizzato internazionale. Numerosi, inoltre, sono stati i riconoscimenti che alla figura di mio fratello sono stati tributati da istituzioni ed enti di un Paese come la Germania che, nel tempo, ha mostrato grande sensibilità ai temi della mafia e della legalità”.

“Faremo ricorso in appello- conclude Maria Falcone- contro un provvedimento che riteniamo ingiusto anche alla luce del valore che assume in una città con una fortissima presenza di italiani che ben conoscono il significato della lotta alla mafia e il sacrificio di chi per la giustizia ha perso la vita”.

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