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Il Parlamento europeo? Non è un Parlamento democratico: “provocazione” di Siciliani Liberi

Il Parlamento europeo non è un parlamento democratico, anzi, non è un parlamento. È quanto evidenziato nel comunicato stampa del partito indipendentista Siciliani Liberi che sintetizza appunto la posizione degli identitari sulle imminenti elezioni europee e sulle norme che regolano la partecipazione al voto.

Per gli esponenti di Siciliani Liberi “Prerogativa del Parlamento è, per sua natura, l’esercizio del potere legislativo nonché del controllo su chi detiene il potere esecutivo, in un sistema di contrappesi che garantisce un sano equilibrio istituzionale che eviti la prevaricazione di un potere sull’altro”.

L’Istituzione europea è criticata in quanto non caratterizzata dalle peculiarità di tutti i parlamenti: “il Parlamento Europeo – scrivono – non ha nessuna delle caratteristiche naturali dei parlamenti: non ha alcun potere legislativo e non esercita nessun controllo su chi realmente esercita il potere esecutivo, ovvero la Commissione Europea, e il potere legislativo, ovvero il Consiglio dell’Unione Europea, che non sono neanche espressione dello stesso parlamento ma solo dei governi nazionali”.

Secondo gli stessi, ad essere minato alla base sarebbe proprio il principio di rappresentanza, perno di ogni democrazia, il tutto a favore dell’affermazione delle èlites economiche. “Questo modello istituzionale – proseguono – non è certamente ispirato ad una Europa dei popoli, ma è piuttosto funzionale all’Europa delle lobbies economiche e finanziarie, ed ha consentito l’attuazione di politiche che hanno prodotto una fortissima divaricazione delle condizioni economiche e sociali tra gli Stati membri e all’interno di essi tra strati di popolazione sempre più impoveriti ed oligarchie sempre più ricche”.

Benché convinti che la presenza degli indipendentisti al Parlamento Europeo“avrebbe potuto dar voce alle esigenze di quei popoli europei che oggi vivono una condizione di sofferenza” hanno tuttavia scelto di non prendere parte alla competizione elettorale, contestandone le relative regole. Secondo Siciliani Liberi, sarebbero sfavorite in partenza quelle formazioni politiche espressione di un territorio regionale. I limiti sarebbero costituiti dallo sbarramento di ammissione alla competizione elettorale con la previsione di 30.000 firme per la presentazione della lista di candidati e dallo sbarramento ulteriore del 4% dei voti ottenuti sul territorio nazionale che lascia fisiologicamente fuori le formazioni localiste.

La scelta elettorale sarà quindi quella dell’astensione? “In queste condizioni – dicono – riteniamo di dover lasciare agli iscritti ed ai nostri simpatizzanti libertà di voto, per quanto sia auspicabile esprimere il dissenso con l’astensione di massa o l’annullamento della scheda elettorale, non essendoci alcuna forza che rispecchi almeno in parte le nostre aspettative”.

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