Il Parlamento parla… palermitano: Mattarella è il più votato, poi Nino Di Matteo

Sergio Mattarella continua ad essere reclamato a gran voce. Anche oggi, per la quarta votazione, il presidente uscente è stato il più votato di tutti con un numero sempre crescente di voti: 166.

Ovviamente non è stato raggiunto il quorum necessario, tra schede bianche (261) e astenuti (441, quasi tutto il centrodestra) ma l’esito del nuovo voto – sebbene soggetto a varie interpretazioni, anche di segno opposto – lascia intendere che le possibilità di una rielezione del Capo dello Stato uscente non è da scartare. Dal Parlamento parte un segnale chiaro.

Com’è noto, Mattarella ha fatto intendere chiaramente di non essere particolarmente interessato alla rielezione ma difficilmente potrebbe sottrarsi in caso di plebiscito. Con i partiti che non riescono a trovare la quadra su un nome condiviso, Mattarella e Draghi sono ancora i più probabili per la poltrona più prestigiosa.

I problemi politici sono duplici, perché una elezione di Draghi significherebbe dare uno scossone all’attuale Governo che vive di equilibri abbastanza precari. E si sa che uno dei problemi della politica è anche quello di continuare a essere credibili di fronte all’Europa, credibilità che l’accoppiata Mattarella – Draghi è riuscita a dare.

Va segnalato, curiosamente, che il secondo più votato nella quarta chiama (con 56 voti) è stato il magistrato Nino Di Matteo, 60 anni, anche lui palermitano. La Sicilia, come capita ogni tanto, sale sul podio…

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