fava polemico non sarò in aula bunker i ministri prendano appunti anzichè parlare

“Il sistema Montante? C’era un Governo parallelo”. L’inquietante relazione dell’Antimafia

È uno spaccato inquietante, quello che esce fuori dalla relazione votata all’unanimità dalla commissione regionale antimafia che il presidente Claudio Fava ha illustrato oggi nella sede di Palazzo dei Normanni.  “Dai nostri accertamenti è venuta fuori l’esistenza di un governo parallelo che per anni ha occupato militarmente le istituzioni regionali e ha spostato fuori dalla politica i luoghi decisionali sulla spesa”.

La sintesi giornalistica lo ha definito “sistema Montante” (Antonello Montante è stato il presidente di Sicindustria e “icona” dell’antimafia, adesso ai domiciliari e sotto processo a Caltanissetta anche per corruzione) ma a leggere le parole contenute nelle 100 pagine della relazione, suddivise in sei capitoli, è qualcosa di più. E Fava spiega perché. “Abbiamo assistito per anni a una privatizzazione della funzione politica che ha trovato un salvacondotto in una presunta lotta alla mafia. Parlo di sistema non a caso perché si è andati avanti grazie alla benevolenza, alla complicità e alla solidarietà di personaggi appartenenti ai settori più diversi: da quelli istituzionali, a quelli delle professioni. Un sistema con una sua coesione che si è auto protetto. Dopo l’iscrizione di Montante nel registro degli indagati per concorso in associazione mafiosa e la diffusione della notizia sui giornali le tutele di cui Montante godeva, invece di venir meno si sono addirittura rafforzate”.

La relazione, completata dopo lavori durati circa 10 mesi con 49 audizioni, approfondisce questo punto e “chiama in causa” anche altri personaggi di grande rilievo della vita istituzionale siciliana ed italiana. “Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati per il reato di concorso in associazione mafiosa, Montante ha continuato a incontrare il capo della polizia, i prefetti e l’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano senza che nessuno abbia almeno atteso almeno la conclusione della vicenda giudiziaria. E questo è preoccupante. Anzi gli si è anche aumentata la scorta. Come giustificazione della decisione di aumentare la scorta all’ex presidente di Confindustria Sicilia – ha spiegato Fava – hanno addotto l’autonomia dei vari rami dell’amministrazione. Alfano lo ha anche nominato nel consiglio direttivo dell’Agenzia dei Beni confiscati alla mafia. La notizia dell’inchiesta già circolava, nonostante ancora non fosse stata pubblicata dai giornali: come è che il Viminale non sapeva nulla?”

Secondo quanto contenuto nella relazione “Montante chiamava l’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano per concordare la destinazione dell’ex prefetto di Caltanissetta. Abbiamo assistito per anni a una promiscuità, a commistioni tali da annullare l’autonomia delle istituzioni. Il senatore Lumia era un elemento pensante all’interno di quel governo parallelo messo su da Montante e che aveva anche una sede fisica nelle stanze vicine a quelle di Crocetta”.

Nei confronti dell’ex presidente della Regione Fava è stato anche molto critico in relazione alla sua decisione di non rispondere alla convocazione dell’Antimafia. “Crocetta era troppo impegnato alla bouvette per rispondere a noi. Il suo ruolo comunque era quello di controllare tutto ciò che si doveva tenere sotto esame in termini di indirizzo di spesa e di decisioni politiche”. Come si ricorderà, Crocetta giustificò la sua assenza dicendo che si trovava a Bruxelles ma invece venne visto, proprio nel giorno della convocazione, alla bouvette dell’Ars.

Nel sistema disegnato dalla commissione antimafia c’è anche spazio per il “cattivo funzionamento” dei sistemi di nomina dirigenziale. “Abbiamo accertato che alcuni dirigenti regionali sono stati selezionati attraverso dei veri e propri ‘provini’ fatti a casa di Montante che era un privato cittadino. In un caso un dirigente è stato indotto a mettere per iscritto che avrebbe mantenuto fede a certi impegni. Una sorta di scrittura privata usata come garanzia che i ‘desiderata’ di Montante sarebbero stati osservati. I dirigenti erano di due tipi, quelli fedeli da premiare, sottoposti a forme di quasi vassallaggio, e quelli da cacciare”.

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