Il Tar di Catania annulla il piano paesaggistico di 68 comuni nel messinese

Il Tar di Catania ha annullato il piano paesaggistico dell’ambito 9 che interessava 68 comuni della fascia costiera e dell’entroterra messinese approvato nel 2016 dalla Regione siciliana. Lo riporta il Giornale di Sicilia. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di alcune aziende che avevano eccepito un vizio del procedimento di adozione ed approvazione dello strumento di programmazione ambientale.

L’assessorato regionale ai beni culturali ha ora 180 giorni per adottare eventuali misure di salvaguardia nell’ambito di un rinnovato esercizio dei poteri di programmazione paesaggistico-ambientale. Il piano prevedeva un vincolo di circa 1.650 chilometri di territorio, corrispondente a poco più del 50% della superficie complessiva della provincia (640 mila abitanti interessati), corrispondente a circa l’ 82% del totale.

A commentare la notizia sono i deputati regionali Antonio De Luca e Valentina Zafarana (M5S): “Il Tar – spiega De Luca – ha ‘annullato’ il Piano perché la versione adottata nel 2009 ed approvata definitivamente nel 2017, è stata varata con decreto a firma del dirigente generale e non dell’assessore. Tuttavia, i giudici amministrativi hanno lasciato il Piano pienamente vigente, concedendo 180 giorni alla Regione per ripresentarlo. La Regione quindi può e deve vararne uno nuovo, seguendo la procedura giusta e senza modificare i vincoli esistenti e quindi i livelli di tutela che il Piano prevede per difendere il territorio della Valle del Mela dai vari agenti inquinanti”.

“Presenteremo una mozione all’Ars – annuncia Zafarana – per far sì che la regione intervenga al più presto presentando un nuovo Piano. Sono passati anni tra l’adozione e la definitiva approvazione e abbiamo interessato con forza l’assessore dell’epoca, Vermiglio, perché i cittadini del Messinese avessero questo strumento fondamentale per la difesa del territorio. Perderlo proprio adesso, per un vizio procedurale, significherebbe vanificare tutti gli sforzi fatti per avere delle regole chiare volte alla salvaguardia dell’ambiente e dei cittadini e dover quindi ricominciare tutto da capo. Sarebbe un grave errore, mentre l’attenzione sul tema deve restare altissima”.

“Il presidente Musumeci – concludono De Luca e Zafarana – nomini immediatamente l’assessore ai Beni culturali, che su questo argomento gioca un ruolo fondamentale, e smetta di attendere ancora per problemi di maggioranza o perché ‘distratto’ dalla campagna elettorale. Faccia il suo dovere e nomini un assessore all’altezza, anziché lasciare nella palude un intero versante amministrativo privandolo del necessario riferimento politico”.

Sul tema è intervenuto anche l’eurodeputato Ignazio Corrao (M5S), che chiede che “lo strumento di tutela del territorio venga ripresentato con la massima urgenza e nel rispetto della legge, senza che i vincoli esistenti vengano modificati. La versione adottata nel 2009 ed approvata definitivamente nel 2017 è stata varata con decreto a firma del dirigente generale e non dell’assessore. Per questo i giudici amministrativi hanno annullato il Piano che tuttavia resta ancora pienamente vigente, e concesso 180 giorni alla Regione per presentarne uno nuovo rispettando l’iter procedurale. Lo si ripresenti al più presto, quindi, e che a nessuno venga in mente di ‘ritoccarlo’ cambiando le prescrizioni esistenti per abbassare i livelli di tutela del territorio. L’attenzione deve restare alta, a garanzia dei cittadini messinesi e contro nuove minacce di inquinamento ambientale in aree già fortemente provate”.

 

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