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Il tribunale del riesame in due provvedimenti annulla arresti per boss

Il tribunale del riesame di Palermo in due ordinanze ha annullato una serie di arresti che erano stati disposti in due diverse operazioni.

Nella prima ha annullato del tutto l’ordine di custodia cautelare emesso nei confronti di Santo Cipriano e parzialmente, per nove delle dieci ipotesi contestate, i provvedimenti restrittivi riguardanti il boss Tommaso Inzerillo, ritenuto il capo del clan dei cosiddetti “scappati”, e di Alessandro Mannino, di Torretta (Pa).

I due rimangono in cella perché regge la contestazione di associazione mafiosa, mentre per le estorsioni e i danneggiamenti, due diversi collegi, entrambi presieduti da Lorenzo Matassa, hanno escluso la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza.

Per Cipriano invece il tribunale, in questo caso presieduto da Giovanni Francolini, non ha lasciato in piedi ipotesi tali da mantenere la misura cautelare. I tre, che sono assistiti dall’avvocato Antonino Lo Cascio, erano stati arrestati il mese scorso nell’ambito dell’operazione “New Connection”, condotta dalla Squadra mobile del capoluogo siciliano e dallo Sco, in collaborazione con l’Fbi.

Tommaso Inzerillo, assieme ad altri componenti della sua famiglia di sangue e mafiosa, era rientrato negli anni scorsi in Italia, dopo un lungo “esilio” negli Usa, necessario, per se’ e per gli altri affiliati, per evitare di finire uccisi dai corleonesi di Toto’ Riina, nella guerra di mafia dei primissimi anni ’80: da qui la definizione di “scappati”.

La Seconda ordinanza di annullamento riguarda l’ordine di custodia spiccato per  Massimo Mule’, capo del mandamento mafioso di Porta Nuova, sottoposto a fermo, con altre 50 persone, il 4 dicembre scorso. Mulè è stati rimesso in libertà.

Il provvedimento scaturiva nell’ambito dell’operazione Cupola 2.0, sul tentativo di ricostituire la commissione di Cosa nostra, in modo da tornare ad assicurare il coordinamento tra i mandamenti di Palermo e provincia. Mule’, assistito dagli avvocati Giovanni Castronovo e Marco Clementi, aveva già ottenuto un primo annullamento con rinvio in Cassazione, il 2 aprile scorso.

Il collegio presieduto da Fabrizio La Cascia ha adesso accolto il ricorso proprio in sede di rinvio. Le motivazioni saranno depositate entro 45 giorni.

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