Papa Bergoglio e Monsignor Marciante: “La chiesa sia senza frontiere. No odio ai migranti. ”

Non si abbassa l’eco delle proteste dopo che il parlamento ha approvato il Decreto sicurezza  bis, voluto dal vicepremier e ministro degli Interni, Matteo Salvini. Politici, intellettuali, magistrati, giornalisti, e operatori religiosi si scagliano contro una legge che potrebbe essere giudicata incostituzionale perché contraria sia alla nostra ‘Carta’ che ai trattati europei ed internazionali soprattutto sui salvataggi in mare.

Questa mattina Papa Bergoglio ha lanciato un nuovo appello alla solidarietà e all’accoglienza. Un appello, lanciato nel corso della prima udienza generale dopo il riposo estivo trascorso a Casa Santa Marta, che capita a 48 ore dall’approvazione del Decreto sicurezza bis.

Oltre sei mila fedeli, provenienti dall’Italia e da molti Paesi esteri, ed erano presenti anche alcuni bambini profughi, ospiti della Cooperativa Auxilium, impegnata nell’accoglienza dei migranti. Proprio nel centro a Rocca di Papa sono stati accolti 50 dei migranti salvati in mare dalla motonave Gregoretti della Guardia costiera.

Il richiamo all’accoglienza è stato il leit motiv del Santo Padre: “La Chiesa, che vede chi è in difficoltà, non chiude gli occhi, sa guardare l’umanità in faccia per creare relazioni significative, ponti di amicizia e di solidarietà al posto di barriere. La chiesa è senza frontiere, è la madre di tutti che prende per mano e accompagnare”.

“Non dimentichiamo – ha aggiunto con fermezza il santo Padre – la mano tesa sempre! È la mano di Gesù che aiuta gli altri ad alzarsi”.

Poi Papa Bergoglio ha proseguito con la consueta catechesi soffermandosi a criticare il consumismo e il denaro e, infine augurando buone vacanze.

“Ai tempi di Gesù il Tempio era il centro religioso ma anche un luogo di scambi economici e finanziari: contro questa riduzione si erano scagliati più volte i profeti e anche Gesù stesso. Ma quante volte penso a questo quando vedo qualche parrocchia dove si pensa che sono più importanti i soldi che i sacramenti. Per favore: Chiesa povera! Chiediamo questo al Signore”.

“Il riposo nel corso delle vacanze sono una occasione di riposo ma anche una grande opportunità di ravvivare i legami. Fratelli e sorelle, vi auguro buone vacanze. Siano per voi non solo la possibilità di riposarsi, ma anche l’opportunità per ravvivare i legami d’amore con Dio e con gli uomini. Non trascurate la preghiera quotidiana, la partecipazione all’Eucaristia domenicale e la condivisione del tempo con gli altri. Contemplate la bellezza del creato, glorificando l’onnipotenza, la saggezza e l’amore del Creatore”.

E al Santo Padre gli fa eco il vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante che,  nell’omelia per la festa del patrono, San Salvatore, lancia un appello a “Non lasciarsi travolgere dall’odio, dal populismo e dalla paura dell’altro uomo”.

Il vescovo, con una certa decisione, si è schierato contro le chiusure e le politiche aggressive verso ultimi e disperati. “La luce del Cristo trasfigurato – ha detto monsignor Marciante – faccia nascere o rafforzi in noi la mentalità dell’accoglienza, dell’integrazione, ci spinga a un forte rinnovamento interiore che ci allontani dal vedere nel fratello immigrato un peso da portare, ma a considerarlo una risorsa”.

Citando alcuni dati sull’impatto sociale dell’immigrazione, il presule ha ricordato che questa realtà “offre alla scuola italiana oltre 850 mila minori” provenienti da 160 diversi paesi. “Siamo di fronte a una fonte di ricchezza inesauribile e spesso ancora inesplorata se la confrontiamo a un’altra cifra, quella della diminuzione degli studenti italiani in Sicilia, pari a 11 mila unità l’anno. Ciò significa – ha sottolineato – che ogni anno muore un paese. Impegniamoci a essere una Chiesa che decide di stare in piedi che impara a capire come gli ‘scarti’ diventino pietra angolare”.

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