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In crisi i mercatini rionali di Palermo: a picco gli incassi e gli utili

La crisi economica colpisce anche i mercatini rionali di Palermo: crollano incassi e utili. Finora erano stati l’isola felice per commercianti e clienti. Ma negli ultimi anni anche queste valvole di sfogo hanno esaurito l’effetto cuscinetto per la fascia media di consumatori, colpa del sempre più incisivo fenomeno dell’abusivismo.

Secondo i dati diffusi da Confimprese Sicilia in otto anni gli incassi nelle bancarelle palermitane sono scesi del 40 per cento, mentre l’utile lordo ha avuto il crollo del 60 per cento. Se nel 2010 l’incasso medio stimato era di 67.676 euro, nel 2018 è sceso a 39mila euro. L’abusivismo ha assottigliato anche le percentuali di ricarico sul costo del prodotto. In media, nel 2010 i commercianti hanno registrato un utile lordo di poco oltre 16mila euro all’anno, intervenendo sul costo finale con un ricarico di circa il 40 per cento. Nel 2018, invece, l’utile è colato a picco: 6.500 euro, con un ricarico del 25 per cento, segno che i prezzi sono calati per contrastare l’abusivismo.

Oltre al fenomeno della concorrenza sleale, Confimprese fa cenno ad altri fattori che hanno spinto i fatturati verso il basso. “C’è stato l’abbandono e la ghettizzazione dei mercati – ha affermato Giovanni Felice, coordinatore regionale di Confimprese Sicilia – la mancanza di sostegno finanziario a questo tipo di attività, lo scontro con il forte commercio online, la maggiore presenza dei centri Commerciali e, elemento sottovalutato, l’affermarsi delle catene di franchising low cost, che hanno aggredito la zolla del mercato dei ‘prezzi bassi’, prima ad esclusivo appannaggio dei mercatini. In questi giorni abbiamo presentato il cosiddetto ‘decalogo salvamercatini’ che oltre a evidenziare lo stato d’emergenza, lancia alcune proposte per fronteggiare la crisi e avviare un progetto di rinascita.

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