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Inail, nel 2019 in aumento in Sicilia il numero dei morti sul lavoro /IL REPORT

L’Inail, Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, ha pubblicato i dati relativi alle denunce di infortunio e malattie professionali ricevute nei primi sette mesi del 2019. Dai primi rilevamenti la situazione appare leggermente peggiorata rispetto a quella complessivamente fotografata nel 2018 di cui L’Opinione della Sicilia si era occupata. In particolare, si registra un aumento dei morti sul lavoro nelle Isole, per un complessivo + 2,0% su scala nazionale.

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e luglio sono state 378.671, il – 0,02% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato non è comunque definitivo. Nel numero complessivo degli infortuni, infatti, “sono incluse anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento”.

I dati rilevati al 31 luglio di ciascun anno evidenziano a livello nazionale come siano passati da 324.637 a 321.675 gli infortuni avvenuti sul lavoro, mentre siano aumentati da 54.096 a 56.996 quelli avvenuti nel tragitto tra il luogo di dimora e il lavoro in itinere. Per quanto riguarda la divisione per settori, sono in aumento quelli avvenuti in agricoltura (+1,1%) e nell’impiego statale (+1,5%), in diminuzione dello 0,4% quelli avvenuti nel settore Industria.

A livello territoriale l’analisi evidenzia una diminuzione delle denunce di infortunio sul lavoro nel Nord-Ovest (-0,2%), nel Nord-Est (-0,3%) e al Sud (-0,6%). In controtendenza il Centro e le Isole che presentano un aumento pari rispettivamente allo 0,9% e allo 0,5%. Tra le regioni che hanno fatto registrare i decrementi percentuali maggiori spiccano il Molise (-5,3%) e la Valle d’Aosta (-2,0%), mentre gli incrementi più consistenti sono quelli di Sardegna (+3,5%) e Umbria (+3,0%).

Per i lavoratori extracomunitari si registra un incremento degli infortuni denunciati del 3,7% (da 46.275 a 47.965). Dall’analisi per classi di età emergono aumenti tra gli under 30 (+2,4%) e tra i 55 e 69 anni (+3,0%). In diminuzione del 2,3%, invece, le denunce dei lavoratori della fascia 30-54 anni, nella quale rientra oltre la metà dei casi registrati.

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di luglio sono state 599, 12 in più rispetto ai primi sette mesi del 2018 (+2,0%), per lo più avvenuti sul luogo di lavoro e riguardanti lavoratori di sesso maschile e spesso stranieri. In aumento i morti con età compresa tra i 45 e 54 anni.

“Dall’analisi territoriale – scrive l’Inail – emerge un aumento dei casi mortali solo nell’Italia centrale e meridionale: 10 in più al Centro (da 110 a 120), 15 in più al Sud (da 119 a 134) e 12 in più nelle Isole (da 46 a 58). Nel Settentrione si rileva, invece, una diminuzione di due casi nel Nord-Ovest (da 155 a 153) e di 23 nel Nord-Est (da 157 a 134). A livello regionale spiccano i 16 casi mortali in più denunciati in Puglia e i 17 in meno del Veneto”.

Gli incidenti “plurimi” che hanno cioè causato la morte di almeno due lavoratori, nei primi sette mesi del 2019, sono stati 12 e hanno provocato la morte di 24 persone, prevalentemente sulla strada. Tra gennaio e luglio dell’anno scorso i decessi furono, invece, 26 in 10 incidenti plurimi.

In aumento del 2,7% anche le patologie di origine professionale denunciate che sono state 38.501, mille in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+2,7%). Queste sono aumentate solo nel settore Industria e servizi, da 29.396 a 30.648 (+4,3%), mentre sono diminuite nell’agricoltura, da 7.667 a 7.453 (-2,8%), e nell’impiego pubblico, da 438 a 400 (-8,7%). A livello territoriale, l’aumento ha riguardato il Centro (+3,1%), il Sud (+3,7%) e in modo particolare le Isole con un +9,6%. L’aumento ha colpito più la categoria femminile e molti lavoratori comunitari.

Le malattie più riscontrate sono quelle a carico del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (22.794 casi), del sistema nervoso (3.972, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (2.596), seguite da quelle riguardanti il sistema respiratorio (1.627) e dai tumori (1.440). Oltre 250 le denunce di malattie di origine professionale legate ai disturbi psichici e comportamentali e di quelle della cute e del tessuto sottocutaneo, mentre i casi di patologie del sistema circolatorio sono 152.

Tuttavia, si legge sul sito dell’Istituto “gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetto all’effetto distorsivo di ‘punte occasionali’ e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Inail, sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2019, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia”.

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