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Indagato per corruzione il sottosegretario della Lega Siri. Inchiesta “nata” a Palermo

Il sottosegretario ai Trasporti della Lega, Armando Siri, 47 anni, è indagato per corruzione dalla Procura di Roma nell’ambito di un’inchiesta nata a Palermo. Siri, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto denaro per modificare un norma da inserire nel Def 2018 che avrebbe favorito l’erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili. Norma però mai approvata.

Siri è indagato per corruzione dai pm romani nell’ambito di una indagine nata a Palermo su un imprenditore dell’eolico, Vito Nicastri, ritenuto vicino a Cosa nostra. La “mazzetta” sarebbe stata di 30.000 euro e gli sarebbe stata consegnata da Paolo Arata, professore universitario, estensore del programma sull’energia della Lega e in affari, per i pm, con Nicastri. Nell’inchiesta romana Arata risponde di concorso in corruzione. Il professore è indagato anche a Palermo nel filone principale dell’inchiesta per corruzione e intestazione fittizia di beni.

Ci sono altri otto indagati. Paolo Franco Arata, 69 anni, professore; Francesco Paolo Arata, 39 anni, figlio del professore; Giacomo Causarano, 70 anni; l’imprenditore Francesco Isca, 59 anni; Angelo Giuseppe Mistretta, 62 anni; Manlio Nicastri, 32 anni, figlio di Vito e Alberto Tinnirello, 61 anni, funzionario regionale. Sono accusati a vario titolo di corruzione e intestazione fittizia, Isca risponde di associazione mafiosa. Sono in corso perquisizioni negli uffici regionali.

Siri, che non sapeva dei rapporti tra Arata e Nicastri, avrebbe ricevuto il denaro a casa del professore che sarebbe stato un suo grande sponsor nella politica. L’emendamento caldeggiato avrebbe dovuto fare retroagire i finanziamenti stanziati per le rinnovabili alla data di costituzione di una delle società di Nicastri che avrebbe potuto così beneficiarne. Parallelamente all’indagine romana la procura di Palermo ha ricostruito un giro di tangenti alla Regione siciliana per favorire Nicastri nell’ottenimento di alcune concessioni.

Vito Nicastri, imprenditore di Alcamo, è intanto tornato in carcere: era ai domiciliari con l’accusa di concorso in associazione dal 2018 e nonostante la misura restrittiva avrebbe continuato a comunicare con l’esterno e fare affari. Per questo motivo la Procura ha chiesto e ottenuto l’aggravamento della misura cautelare. Indagando su Nicastri e anche grazie alle dichiarazioni di diversi pentiti, i magistrati hanno ricostruito un giro di corruzioni di funzionari regionali siciliani finalizzati a ottenere permessi per progetti legati al mini eolico e alla realizzazione di due impianti di biometano.

Armando Siri è stato nominato responsabile economico e della formazione del Movimento “Noi con Salvini“. E’ autore della proposta di legge per l’introduzione della flat tax. Candidato alle ultime politiche con la Lega, al Senato, è stato eletto nel collegio dell’Emilia-Romagna. Nel Governo Conte è sottosegretario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

LE REAZIONI

Siri si dice sorpreso e all’oscuro di ciò che gli viene contestato. “Non so niente. Non ho idea, non so di cosa si tratti. Devo prima leggere e capire. Ho letto di nomi che non so. Sicuramente non c’entro niente con vicende che possano avere risvolti penali. Mi sono sempre comportato nel rispetto delle leggi. Sono tranquillo. Respingo categoricamente le accuse che mi vengono rivolte. Non ho mai piegato il mio ruolo istituzionale a richieste non corrette. Chiederò di essere ascoltato immediatamente dai magistrati e se qualcuno mi ha accusato di queste condotte ignobili non esiterò a denunziarlo”.

Luigi Di Maio, vicepremier: “Sarebbe opportuno che il sottosegretario Siri si dimetta. Gli auguro di risultare innocente e siamo pronti a riaccoglierlo nel governo quando la sua posizione sarà chiarita”.

Nicola Morra, presidente commissione parlamentare Antimafia: “Le ipotesi di indagini che coinvolgono il sottosegretario Siri, se confermate, sono inquietanti e gravi. Il presunto legame con Vito Nicastri è un’ombra pesante perché Nicastri è l’imprenditore che risulta aver coperto e finanziato la latitanza di Matteo Messina Denaro. Proprio ieri la Commissione ha trasmesso il nuovo Codice di autoregolamentazione, ed a mio avviso è doveroso che la politica si ponga la questione morale anticipando codici o leggi. La richiesta di dimissioni avanzata da Luigi Di Maio mi trova pienamente concorde. Ora è il momento di lasciar lavorare serenamente la magistratura che deve sentire la vicinanza e il sostengo di tutte le istituzioni e delle forze politiche”.

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