Matteo Renzi

Italia Viva, Renzi a Catania “bacchetta” Musumeci e “prenota” il voto dei moderati

Una sorta di “battesimo” siciliano per Italia Viva, con Matteo Renzi che scende in Sicilia per dare sostegno alle truppe che si stanno schierando con lui. In Sicilia ha già fatto una “buona pesca”, Renzi, soprattutto attingendo dal Pd. Adesso bisogna dare una direzione precisa al nuovo partito e per galvanizzare l’ambiente l’ex premier del Pd non esita a dire con chiarezza che “in Emilia Romagna vinciamo noi”. Lì si voterà tra un paio di mesi.

BACCHETTATA A MUSUMECI: Renzi si è concentrato sulla Sicilia e ha subito bacchettato il governatore Musumeci. “Caro governatore, sbloccaci i 6 miliardi di euro che il governo Renzi ha messo a disposizione con i Patti territoriali e che sono fermi e devono essere spesi. Questo è il presente della Sicilia, poi sul futuro ci sarà modo di pensare e ragionare”. Poi fa la “profezia” anche per la Sicilia. “Noi saremo il primo partito all’Assemblea regionale Siciliana alle prossime elezioni perché abbiamo idee e progetti. Noi sbloccheremo i fondi non spesi. La Sicilia non diventerà bellissima, è già bellissima, ma deve avere il coraggio di sbloccarsi”.

INFRASTRUTTURE RIDICOLE: “La situazione delle infrastrutture in Italia va rimessa a posto, in Sicilia è ridicola. Io vivo in una città in cui in 10 minuti arrivo alla stazione e poi sono a un’ora mezza per andare a Roma o a Milano. L’unità d’Italia non c’è sulle ferrovie, c’è nei libri di Storia e nelle Istituzioni. Contro questo gap infrastrutturale il mio governo ha fatto uno sforzo di finanziamenti. Mi dicevano ‘servono i soldi, servono i soldi…’, col senno di poi forse dovevamo mettere qualche soldo di meno, ma dare qualche segnale di sblocco in più”.

LAVORO DI CITTADINANZA: Renzi poi attinge al suo campionario di battute ad effetto. E dimostra di non essere in sintonia con i grillini: “Non facciamo troppi ragionamenti astratti, Italia viva nasce per dare risposte concrete: sblocchiamo i cantieri affinché la gente abbia un lavoro e non il reddito di cittadinanza. Noi dobbiamo dare lavoro di cittadinanza”. E per rafforzare il concetto aggiunge: “Con il governo Salvini – Di Maio lo scorso anno è successa un cosa brutta: il Pil dell’Italia che era salito a più 1,7% è scivolato a zero. E questo è un dramma perché vuol dire meno posti di lavoro. Noi abbiamo fatto un governo di emergenza con i M5S perché c’era Salvini che ci voleva fare uscire dall’Euro e che voleva andare a elezioni perché voleva pieni poteri. Però l’accordo con i M5s riguarda questa contingenza col governo nazionale e basta. Per il resto non siamo d’accordo con i M5s e il simbolo di tutto questo è il reddito di cittadinanza”.

IL VOTO DEI MODERATI: “Chi pensa che la politica sia riformismo e moderazione non può stare con Salvini perché lui è l’estremista per definizione. L’elettorato in Sicilia è mobile, come nel resto del Paese. In questa regione, dove c’è stato il 61-0 del centrodestra nel 2001, un anno e mezzo fa il M5S ha preso percentuali bulgare. Quindi c’è un elettorato che vota di volta in volta soggetti diversi. Io penso che una larga parte dell’elettorato moderato siciliano che rifiuta gli estremismi non può stare dentro la scommessa politica di Matteo Salvini, perché è lui la negazione di chi pensa che la politica sia riformismo e moderazione: Salvini è l’estremista per definizione. Molta gente che in passato ha votato Forza Italia sicuramente voterà per noi”.

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