casellati politica è visione del futuro
Maria Elisabetta Alberti Casellati - foto: Presidenza della Repubblica Italiana

La Casellati: “Disobbedire? Inconcepibile, sarebbe anarchia. La politica è visione del futuro”

“La politica è visione del futuro e non solo risoluzione dei problemi del presente. Vorrei un’Italia più orgogliosa di se stessa e consapevole delle proprie potenzialità”.

Il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati prova a spostare l’attenzione politica, deviando il ragionamento dalle polemiche politiche sul decreto sicurezza (non condividendo la posizione del sindaco Orlando) per guardare in termini prospettici a ciò che deve fare l’Italia nel 2019. La Casellati descrive lo scenario possibile in una intervista al Corriere della Sera nel momento in cui la polemica sull’applicazione della “legge Salvini” sta tracimando diventando oggetto di ricorso alla Consulta da parte di numerosi Governatori.

“Il primo pensiero è per l’occupazione – dice la Casellati -. Troppi italiani e soprattutto al Sud sono senza lavoro. Bisogna fare di più, a partire da una politica fiscale che aiuti famiglie e imprese che possono e vogliono produrre, assumere, investire. Serve poi un piano per la messa in sicurezza del Paese, sempre più a rischio a causa del dissesto idro-geologico acuito dai cambiamenti climatici. E di una politica per la natalità che consenta ai giovani di poter mettere al mondo figli con serenità e fiducia. Dovrà essere anche l’anno dei territori: solo con la loro vitalità tutto questo sarà possibile”.

Sulle polemiche ancora molto attuali il presidente del Senato non ha dubbi. “Siamo in uno Stato di diritto, non dimentichiamolo mai. E’ inconcepibile che qualcuno, e a maggior ragione chi siede nelle istituzioni, possa ritenere di disapplicare la legge in base ad una propria personale convinzione. Se non si condividono i contenuti di una norma, perché ritenuta incostituzionale, ci sono forme e sedi appropriate. Diversamente il messaggio, di cui alcuni sindaci si fanno portatori, diventa devastante per le istituzioni e per i cittadini, i quali potrebbero sottrarsi all’obbligo di rispettare le leggi soltanto perché contrarie ad un loro specifico interesse. Sarebbe anarchia”.

foto Presidenza della Repubblica

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