La Corte dei conti “boccia” la parifica del Bilancio 2019 della Regione Siciliana

La Corte dei Conti nazionale (riunita a Roma) stravolge le carte in tavola sul fronte delle finanze regionali: ha infatti accolto il ricorso del pg siciliano Pino Zingale e ha bocciato buona parte della parifica del Bilancio 2019 della Regione siciliana (parifica della Corte dei Conti che era comunque già arrivata con varie prescrizioni).

La notizia principale è la questione di legittimità costituzionale sollevata per l’articolo 6 della legge regionale numero 3 del 17 marzo 2016: la norma autorizzava la possibilità di attingere dal fondo sanitario nazionale le cifre necessarie per pagare le rate di un vecchio mutuo. Un’eventuale incostituzionalità “contagerebbe” molti atti successivi al marzo 2016: il rischio è di un effetto domino sui bilanci regionali.

La corte (composta Mario Pischedda, Luca Fazio, Tiziano Tessaro, Maria Cristina Razzano e dai consiglieri relatori Francesco Sucameli e Andrea Luberti) dispone inoltre nuove correzioni ricalcolando “fondo crediti di dubbia esigibilità”, che diventa molto più ingente di quanto inizialmente previsto. Si passa da 34 milioni e 992 mila euro a 43 milioni e 503 mila euro; una differenza di circa 8 milioni e mezzo.

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