orlandodiffida la regione in tema di rifiuti

La “disobbedienza” di Orlando, tutte le reazioni del mondo della politica

La presa di posizione di Leoluca Orlando sul decreto Sicurezza è sempre più il tema politico del giorno. Le frizioni con il Ministro Salvini non si attutiscono nonostante la disponibilità “a mediare” espressa dal premier Giuseppe Conte. E nelle ultime ore arrivano le reazioni nei confronti del primo cittadino di Palermo.

Maria Stella Gelmini, capogruppo Forza Italia alla Camera: “Orlando e De Magistris, più che ai destini dei migranti, mi sembrano interessati ad una battaglia identitaria per ricostruire il profilo di una sinistra in crisi. Le norme dello Stato si rispettano, a maggior ragione quando si riveste il ruolo di sindaco: anche perché esistono gli strumenti per verificare la legittimità costituzionale di una legge, approvata dal Parlamento. Valuteremo nel tempo l’efficacia del “decreto sicurezza” – votato anche da Forza Italia, pur non ritenendolo perfetto – e che rappresenta comunque un passo avanti rispetto a una situazione oggettivamente insostenibile. Reputo positiva la disponibilità di Conte ad incontrare i sindaci, perché il dialogo fra le istituzioni è fondamentale: quello che però non si può fare è da un lato brandire – dall’alto di una carica politica – l’arma di una specie di ‘resistenza civile’ su una problematica su cui la sinistra ha evidenti responsabilità, dall’altro chiamare in causa continuamente Mattarella che, peraltro, accompagnò la firma della legge di conversione con una sua lettera”.

Matteo Mantero, senatore, Movimento 5 Stelle: “Ecco quello che si ottiene emanando un decreto incostituzionale e stupido, a solo scopo propagandistico, che auspicabilmente sarà smontato dalla Consulta: creare illegalità dove non c’era, ridurre l’integrazione peggiorando le condizioni di vita di italiani e stranieri, far fare bella figura ai sindaci del Pd che hanno contribuito a creare il falso problema dell’immigrazione e ora passano per i paladini dell’integrazione. Filotto insomma… La prossima volta proviamo ad ascoltare i nostri sindaci, come quelli di Roma e Torino ad esempio, che avevano esposto in maniera chiara e non strumentale come stanno facendo Orlando & C. le problematiche che avrebbe causato questo decreto”.

Marco Alessandrini, sindaco di Pescara: “Quella di Palermo è una scelta da studiare, su cui rifletterò, perché, come l’Anci che rappresenta tutti i sindaci e i Comuni d’Italia, più che la non applicazione del decreto sicurezza, penso che sia necessaria una mobilitazione grande che porti a un suo urgente adeguamento alla realtà. Comprendo bene le posizioni di Orlando e degli altri, perché la loro è una situazione in cui noi sindaci ci troviamo ogni giorno, a causa delle scelte discriminanti, sul piano dei diritti, fatte da Matteo Salvini. Ma per me valgono, su tutte, le parole del Presidente Mattarella: la questione della sicurezza – e della convivenza – si declina attraverso diritti e doveri. E’ quello che afferma la Costituzione della nostra Repubblica, quella Costituzione per la quale i nostri nonni sono morti, quella Carta democratica che rifiuta qualsiasi discriminazione, che impone l’accoglienza e che non concede al razzismo alcun diritto di cittadinanza”.

Salvo Coppolino, dirigente Diventerà Bellissima: “Le leggi vanno rispettate anche quando non piacciono: istigare alla disobbedienza istituzionale, infatti, è un reato. Prendiamo atto che per Orlando è lecito rifiutare l’applicazione di una norma quando, secondo lui, questa è contraria al buon senso civico. Ciò apre una pericolosissima strada che porta verso l’anarchia. Se Orlando pensa di ottenere quella credibilità che ha abbondantemente perso a causa della sua incapacità amministrativa, sappia che è totalmente fuori strada: purtroppo per lui, Palermo e i palermitani lo conoscono molto bene e le ultime spontanee contestazioni ne sono l’esempio. Il sindaco di Palermo si dovrebbe occupare, invece, di problemi ben più importanti, come i cumuli di rifiuti che mortificano l’immagine della nostra città”.

Matteo Francilia, sindaco leghista di Furci Siculo (Messina): “Dal Sindaco di Palermo arriva un cattivo esempio per noi giovani amministratori. Mi hanno insegnato che anche quando non si condividono le leggi si applicano e che esistono altri modi per contestarle certo non quello di  scegliere quali norme applicare e quali no. Spiace che questo cattivo esempio venga da chi presiede l’Anci siciliana, e che quindi dovrebbe rappresentare tutti, e da alcuni amministratori d’esperienza. Fortunatamente altri sindaci di nuova generazione come Salvo Pogliese rappresentano un riferimento sicuro per quanti vogliono amministrare senza l’ansia delle rendite politiche e della ribalta mediatica”.

Michele Pivetti, presidente UMI Sicilia – “Mentre pochi cooptati facevano da contorno al festival dell’anarchia davanti a Palazzo delle Aquile per manifestare contro le leggi dello Stato, contro le istituzioni che legittimamente le hanno promulgate e contro il buon senso civico, dall’altro lato della Sicilia si contano ancora gli sfollati a causa del terremoto di Natale senza che nessuno abbia organizzato alcun sit in. Ai sindaci di sinistra o grillini che manifestano contro la legge 132, che ben inteso non piace neanche a noi, l’invito è sempre lo stesso: lavorate o dimettetevi. I problemi che le vostre città hanno sono di gran lunga peggiori rispetto al tema per cui vi state stracciando le vesti. Il sindaco Orlando risponda alla città dei disservizi, delle strade, dell’immondizia, del mancato sviluppo, della recessione, delle pietose condizioni di vita nella provincia, risponda della mancanza di riscaldamenti in alcune scuole, risponda delle reti idriche colabrodo, risponda della classifica che vede Palermo agli ultimi posti considerando tutti i parametri vitali di una città. Anche i clandestini gliene saranno grati, lo faccia per loro visto che saranno i palermitani di domani grazie a lui”, così Michele Pivetti, presidente dell’Unione Monarchica Italiana – Sicilia.

Sabrina Figuccia, consigliere comunale UDC  – “Come sempre il Sindaco Orlando si caratterizza per essere un uomo dalle mille contraddizioni che palesa anche oggi ostinandosi a contestare il decreto sicurezza. Quando ad esempio trasforma in una battaglia ideologica la questione della residenza per i migranti, dimentica forse le migliaia di persone, che già da tempo vivono a Palermo in questa difficile condizione in quanto privi di un alloggio regolare. Le tante famiglie, a cui viene sostanzialmente negato il diritto all’assistenza sanitaria e all’istruzione scolastica per i propri figli forse non fanno abbastanza rumore, forse non sono abbastanza interessanti da permettergli di diventare il ‘finto paladino’ dei diritti umani. Troppo facile avviare battaglie mediatiche a cui non corrispondono fatti concreti. Se il Sindaco, come non perde occasione di ribadire, ritiene che esiste una sola razza, quella umana e che a Palermo non ci sono stranieri, allora si occupi davvero di tutte quelle persone che hanno già perso la residenza anagrafica, assumendo le stesse, identiche prese di posizione rispetto a tutti quegli uomini e a tutte quelle donne che vivono a Palermo. Quando arriverà il giorno in cui si agirà concretamente in favore dei diritti umani per tutti, quel giorno troverà anche me al suo fianco, ma fino a quando si tenterà di alimentare la guerra dei poveri lo dico a gran voce, io non ci sto!”.

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