La Lega all’Identità siciliana, si scatena l’ironia della politica e dei social

“Cercasi padano per l’assessorato alla identità siciliana”. La battuta carica di sarcasmo è di Salvo Fleres, portavoce del movimento sicilianista Le Api. Non è l’unica, probabilmente nemmeno la più “cattiva” fra quelle dei partiti che stanno all’opposizione.

Ironia anche facile, se vogliamo, considerato che al partito più nordista possibile, almeno nella sua genesi, viene assegnata l’identità siciliana. Che la Lega sarebbe entrata nel Governo della Regione siciliana non è certo una sorpresa. La vera sorpresa è che dopo un lungo tira e molla il partito rappresentato in Sicilia da Stefano Candiani abbia accettato l’unica casella ancora libera, quella dell’assessorato ai Beni Culturali e all’Identità siciliana che fu di Sebastiano Tusa, indiscutibile “gigante” della materia la cui fama lo precedeva in giro per il mondo.

È chiaro che il lavoro del nuovo assessore potrà essere giudicato solo nel tempo ma era inevitabile che la scelta politica facesse discutere.

“Così la regione diventerà bellissima – prosegue ironico Salvo Fleres  -. La prova per l’attribuzione della carica consisterà nella spiegazione del termine schiticchio, nella pronunzia del numero trentatré e nella spiegazione della frase moviti fermu”.

I 5 Stelle vanno giù duro. “Musumeci non poteva trovare peggiore maniera di oltraggiare la storia, l’orgoglio e le aspettative politiche dei siciliani. A prescindere dal nome che si sceglierà, il partito è certamente il meno adatto cui affidare le chiavi dell’ineguagliabile patrimonio culturale e artistico siciliano. In un momento in cui i siciliani guardano al governo Musumeci con ansia e trepidazione, in attesa di risposte che diano ristoro a tante categorie in ginocchio, l’esecutivo replica nel peggiore dei modi possibili. Questa operazione merita solo un commento: è una vergogna”.

Erasmo Palazzottto (Leu): “Il nuovo assessore alla Cultura ed all’identità Siciliana è esponente di un partito che si chiama Lega Nord. Sembra una barzelletta, ma è la tragedia che sta vivendo la mia terra”.

Pippo Zappulla segretario di Articolo Uno: “La Lega in giunta regionale rappresenta già una offesa e un paradosso. Affidargli l’assessorato ai Beni Culturali è proprio una provocazione alla dignità dei siciliani. Dopo gli insulti che i meridionali e siciliani hanno subito, con l’accusa di essere “inferiori”, Musumeci riesce addirittura  a essere felice nel consegnare la storia e il patrimonio più bello della Sicilia alla Lega,  infliggendo a tutti i siciliani una ferita di cui portare vergogna”.

Sui social, termometro importante del pensiero popolare, le cose vanno anche peggio. Ecco alcune “perle”. “Forse in Sicilia un giorno arriverà anche la nebbia. O forse è già arrivata”. “Come fare Vittorio Feltri presidente del Napoli”. “Pirandello: beato me che sono morto”. “Abbiamo calabresi e siciliani convertiti alla Lega e ci preoccupiamo di Silvia Romano…”. “Meglio una italiana islamica che un meridionale leghista”.

Per la cronaca, Matteo Salvini si è detto orgoglioso di lavorare per la Sicilia e che i primi obiettivi saranno più lavoro e meno burocrazia. “La Sicilia, con la sua storia e la sua cultura, è un vanto per l’Italia – ha detto -. Siamo orgogliosi di entrare nel governo regionale per confermare le capacità amministrative delle donne e degli uomini della Lega, al servizio dei siciliani e del cambiamento”.

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