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La nomina di Cancelleri e il “pentimento” del M5S: cosa può cambiare all’Ars

Giancarlo Cancelleri è stato nominato dal premier Giuseppe Conte come vice ministro alle Infrastrutture (titolare Paola De Micheli, Pd), una scelta di cui si parlava già da giorni. Il leader dei grillini siciliani saprà sicuramente mettere a frutto l’esperienza maturata in quasi sette anni di vita parlamentare all’Assemblea Regionale, da cui si è dimesso ufficialmente poche ore dopo dagli incarichi di deputato e vicepresidente.

Con la nomina di Cancelleri, però, viene meno uno dei princìpi della filosofia del Movimento 5 Stelle, quello che prevede che si rimane nelle istituzioni in cui si è stati eletti. Un principio che, fino ad ora, aveva rappresentato per il Movimento pentastellato una sorta di esempio per le altre forze politiche, da rispettare con rigore.

Detto questo, ormai tutto può accadere tra i grillini, che hanno fatto il “pieno” di vice ministri e sottosegretari in Sicilia. Infatti, oltre a Cancelleri è stato nominato vice ministro dell’Interno anche Vito Crimi mentre sono 4 i sottosegretari, tutti grillini. (QUI L’ELENCO COMPLETO)

Questa nomina comunque modificherà anche qualcosa di pratico all’Assemblea regionale, visto che Cancelleri lascerà ad altri il suo posto di deputato (quasi certamente sarà la nissena Ketty Damante) e di vice presidente dell’Ars dove si aprirà una nuova partita politica.

Per quanto riguarda il Pd, nessun esponente siciliano del partito è stato tenuto in considerazione per la nomina. D’altronde, è anche vero che il Pd siciliano è rappresentato da Giuseppe Provenzano, ministro con l’importante delega per il Mezzogiorno, che proprio oggi ha fatto la sua visita ufficiale a Palermo.

I DUBBI DI GIARRUSSO

Tra le reazioni critiche all’interno del Movimento 5 Stelle per la nomina di Cancelleri c’è anche quella di Dino Giarrusso, eurodeputato per il Movimento 5 Stelle, che intervistato nel corso di “L’aria che Tira” su La7 ammette: “Il Movimento ha fatto venire fuori grandi contraddizioni ed è ora centrale nella politica italiana. Ma non dobbiamo avere paura della verità: i militanti ci dicono che nelle nostre regole c‘era scritto che chi, come Cancelleri, ha un ruolo elettivo, non può abbandonarlo prima della scadenza. Non si discute assolutamente la persona, ma questa è una scelta che bisognerà spiegare ai siciliani”.

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