La nomina di Samonà è sempre più un caso politico: la “provocazione” di Musumeci

Non solo le parole ma anche l’atteggiamento un po’ troppo sarcastico del Governatore Musumeci a proposito della nomina di Alberto Samonà come assessore ai Beni Culturali e alla Identità siciliana ha rilanciato quello che ormai a tutti gli effetti può essere considerato un caso politico.

Musumeci parla di pagina triste per la democrazia e definisce “poveretti” e alcuni “con problemi personali, penso familiari” tutti coloro che hanno contestato l’ultima nomina. Nessuna mobilitazione contro Samonà, solo una sparuta minoranza.La gente perbene non parla, sta a casa. Non si può pensare di sequestrare la democrazia, Samonà è un giovane, un giornalista perbene, innamorato di questa terra”.

Il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale ribatte: “È una dichiarazione offensiva nei confronti dei siciliani che hanno criticato la sua scelta. Non sono i siciliani che liberamente esprimono il loro dissenso ad avere problemi ma forse è Musumeci ad aver bisogno di qualcuno bravo che lo aiuti…”.

In mattinata anche una nota delle Sardine: “La Lega al governo della Sicilia è un ossimoro inaccettabile. La Lega non è cambiata, non ha mai messo da parte quell’insopportabile e cialtronesco disprezzo per i meridionali, considerati una palla al piede. La Sicilia ha bisogno di un governo serio, di persone illuminate come Tusa, che tanto prestigio ha dato all’assessorato ai Beni Culturali. Prestigio che la Regione Sicilia, con la scelta fatta, ha offeso, ha umiliato per infimi giochi di potere. La Sicilia non ha certo bisogno di ritornare indietro, di voltarsi verso un passato tetro, non ha bisogno della Lega e di uomini come Samonà, che oltraggiano l’antifascismo e la Costituzione che dall’antifascismo deriva”.

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