La Procura della Corte dei Conti alla Regione: “Cassa in rosso, dubbi sui fondi vincolati”

La Regione non avrebbe la piena contezza della propria cassa: in realtà avrebbe chiuso il 2018 in rosso. A sostenerlo è la Procura della Corte dei conti nel corso della pre-adunanza pubblica in vista della parifica del rendiconto della Regione per il 2018 (per la Regione ha partecipato il ragioniere generale Giovanni Bologna). “C’è da recuperare parecchio disavanzo, una buona parte secondo me già va recuperata sul bilancio di quest’anno. Spero che la Regione non produca ulteriori disavanzi”. Ha affermato il procuratore della Corte dei conti, Maria Rachele Aronica.

Secondo il documento all’esame dei giudici a fine dell’anno scorso nella cassa regionale ci sarebbero stati 314 milioni, ma secondo i magistrati, che segnalano comunque -70% rispetto all’anno precedente, lo scenario sarebbe ben più drastico: la cassa sarebbe in negativo se si considerano i vecchi debiti di tesoreria non ancora pagati. La Corte ha sottolineato che il risultato di cassa, al netto dei pignoramenti, è risultato pari a 124 milioni di euro. In realtà, secondo i magistrati, la cassa avrebbe chiuso in rosso poiché vanno computati anche i vecchi debiti di tesoreria non pagati pari a 234 milioni di euro. Il saldo, dunque, sarebbe negativo: – 110 milioni di euro.

Inoltre i magistrati hanno affrontato la questione relativa al saldo di cassa vincolata a valere sui fondi regionali, che sarebbe negativo per oltre 6 miliardi di euro e questo sulla base di quanto ricostruito dalla Corte dei conti, che non è riuscita ad avere dalla Regione le informazioni che aveva richiesto. I magistrati hanno sottolineato che “a più riprese questa sezione ha tentato di ottenere riscontro da parte amministrazione sulla quantificazione dei fondi regionali, non ottenendo alcuna risposta”. Ad essere contestati sono i numeri che riguardano il fondo per i crediti di indubbia esigibilità, il fondo per le società partecipate e quello per il contenzioso. I magistrati contabili accusano la Regione di non avere prodotto i bilanci di nessuna delle società partecipate e di non avere contezza del contenzioso poiché non esiste non banca dati.

“Abbiamo dovuto operare – aggiungono – una ricostruzione con i dati ufficiali in nostro possesso e si è pervenuti a una quantificazione di un saldo in cassa da fondi regionali negativo pari a 6 miliardi e 5 mln. A fronte di questo corrisponde un saldo di cassa dei fondi vincolati da ricostituire abbastanza consistente”. La cifra in questione ammonterebbe a 3 miliardi di euro: fondi che il governo Musumeci non potrebbe utilizzare in presenza del disavanzo sui conti pubblici e che dunque, in base alla norma vigente, potrebbe appesantire ulteriormente la situazione finanziaria in vista della prossima manovra di bilancio.

Sul punto il ragioniere generale, Giovanni Bologna, ha impegnato l’amministrazione a fare chiarezza: “Questo aspetto rimarrà come ultima grande questione da affrontare, oltre a quelle che ci auguriamo di avere risolto o in corso di soluzione. Sulla cassa al di là del dato normativo e della obbligatorietà o meno della tenuta della cassa vincolata, sono convinto che una amministrazione debba avere sotto controllo tutte le voci che la riguardano per evitare che poi la mancata conoscenza esatta dei vincoli di cassa possa comportare una richiesta di restituzione di somme. E’ un punto che certamente sarà all’attenzione della ragioneria e di tutta la Regione. Speriamo di avere i primi effetti positivi in termini almeno di conoscenza nel 2019”.

Commentando la preadunanza, l’assessore all’Economia Gaetano Armao, in una dichiarazione rilasciata all’Ansa, sostiene che “quella di oggi è stata una udienza di pre-parifica che ha valenza istruttoria, nel corso della quale sono state acquisite da parte della Corte, in contradditorio con la Regione ulteriori riscontri. Resta comunque il fatto che eventuali risultanze, pesante eredità del passato, verranno gestite con il minor impatto sul bilancio”. La parifica del rendiconto per il 2018 della Regione, prevista il 13 dicembre.

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