La provocazione di Musumeci: “Togliamo il voto segreto o il governo non andrà in aula”

“Il governo regionale non andrà più in Aula fino a quando non sarà abrogato il voto segreto“. É quanto afferma in una nota il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dopo che ieri l’articolo 1 della legge di riforma sui rifiuti, in discussione all’Ars, è stato bocciato con voto segreto (30 contrari e 29 favorevoli).

Nella nota Musumeci sottolinea: “Ho già chiesto ai rappresentanti del centrodestra nella Commissione regolamento all’Ars di richiedere la formale convocazione dell’organo per procedere di conseguenza. Ho già anticipato la volontà del governo al presidente del Parlamento Miccichè”.

A sostenere la posizione del presidente del Governo arriva la proposta ufficiale di modifica del regolamento interno sollecitata dal gruppo parlamentare di DiventeràBellissima con i propri deputati (Alessandro Aricò, Giusi Savarino, Giorgio Assenza, Giuseppe Zitelli e Pino Galluzzo), con l’obiettivo di allineare l’Ars alle regole in vigore presso Camera e Senato. La proposta prevede l’abolizione del voto segreto all’Ars sui disegni di legge di riforma, approvazione di bilanci e consuntivi e relativi emendamenti, nonché su tutti quelli che comportino aumenti di spesa o diminuzioni di entrate, indichino i mezzi con cui farvi fronte, o comunque “appostazioni” di bilancio.

I deputati regionali di Db sottolineano, infatti, che “nei due rami del Parlamento nazionale sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni riguardanti le persone e, solo su richiesta, quelle che incidono sui principi e sui diritti di libertà, sui diritti della famiglia e sui diritti della persona fisica, pochi casi ben definiti”.

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