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La provocazione di Siciliani verso la Costituente: “Chiudere le raffinerie dell’Isola”

Il Consiglio Nazionale di “Siciliani verso la Costituente”, riunito a Trapani, ha votato all’unanimità una serie di iniziative politiche ed organizzative tra le quali una riguardante il settore della estrazione del petrolio siciliano sul quale si vogliono avere i numeri veri delle quantità estratte e del relativo ritorno economico per la Sicilia. Viene contestato il fatto che nonostante con il petrolio siciliano venga coperto il 28% dei consumi italiani, i siciliani paghino carissimi i carburanti e la Regione non introiti il dovuto.

Inoltre si contesta il fatto che la Sicilia sia divenuta la regione dove si concentra gran parte delle raffinazioni del petrolio, anche quello importato, con il quale si soddisfa una ampia percentuale del consumo italiano di carburanti, oltre ad esportarne tanto altro, con gravissimi danni ai territori e alle popolazioni che vanno censiti immediatamente.

Il Coordinatore Salvo Fleres e il Presidente del Consiglio nazionale Salvatore Grillo hanno chiesto una svolta radicale in Sicilia con la chiusura di tutte le raffinerie per bloccare il disastro ambientale e la distruzione di aree di grandissimo interesse paesaggistico e storico, come Siracusa Gela e Milazzo, per le quali ultimati gli inventari sui danni, e richiesti ed ottenuti gli investimenti necessari alle bonifiche e al risarcimento, occorrerà una riconversione legata alla loro vocazione naturale. Per i “Siciliani verso la Costituente” la Sicilia deve compiere una scelta radicale a favore delle energie alternative creando un esempio per tutta l’area mediterranea che è predisposta ad utilizzare sole, vento e mare.

Inoltre sono stati indetti una serie di eventi nelle varie provincie siciliane sul tema del fortissimo divario infrastrutturale tra la Sicilia e il centro-nord del Paese, tema ancora più attuale oggi nel momento in cui le Regioni ricche del nord chiedono maggiore autonomia.

Per il Movimento occorre reagire alle provocazioni del Governo Nazionale al quale è utile ricordare il tradimento subito dalla Sicilia, non solo dal lontano 1860, ma ad ogni bilancio annuale dello Stato repubblicano che ha continuato a privilegiare le infrastrutture e servizi nel nord lasciando la Sicilia alle “regie trazzere” di borbonica memoria. A questa protesta si aggiungeranno momenti programmatici nei quali verrà proposta la rete delle infrastrutture da realizzare per prime, funzionali allo sviluppo di settori trainanti come il turismo e il commercio.

Per le prossime scadenze elettorali relative alla elezione di alcuni Sindaci e al rinnovo dei rispettivi Consigli Comunali è stata indicata la formazione di liste con il proprio simbolo mentre per le elezioni europee è stata rinviata la decisione ma si è deciso di preparare un progetto di ciò che la Sicilia può chiedere ed ottenere dal Parlamento Europeo, in maniera da collegare la scelta del voto alla coincidenza con il profilo programmatico.

Infine è stato preannunciata una manifestazione regionale a Caltagirone per il 15 maggio, data in cui si festeggia l’Autonomia Speciale siciliana, per parlare dello Statuto e per verificare le tanti parti che il Parlamento Nazionale non ha attuato o sono state addirittura abrogate di fatto.

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