La Rocca (Giovani Confindustria): “Senza ‘transizione’ burocratica non abbiamo speranze”

“Sono convinto che la condizione preliminare a ogni idea di rilancio sia quella di una ‘transizione’ burocratica: da un modello vetusto, appesantito da troppe norme, ostile alle imprese, fatto di carte e archivi, bisogna passare a un modello snello, giovane, digitalizzato”. Gero La Rocca, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia e presidente del Comitato Interregionale Mezzogiorno, lo sottolinea in occasione della seconda giornata di Spazi 2021, il convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria che, quest’anno, si è tenuto a Napoli.

“Se la pubblica amministrazione non sarà in grado di assecondare la grande spinta alla ripartenza che cittadini e imprese stanno già testimoniando, non abbiamo speranze. Sono tanti gli errori commessi in passato che hanno condannato il Sud a un divario sempre più marcato con il Centro-Nord e con il resto d’Europa. Oggi, però, la fase di rilancio che si prospetta è dominata dal concetto di ‘transizione’ digitale, ecologica, ma anche di ‘riforma’ soprattutto riferita alla complessa macchina burocratica”. “I fondi strutturali europei – ha detto La Rocca – finora sono stati utilizzati poco e male e questa nuova opportunità non può aggiungersi alla lista dei fallimenti passati.

“Il Mezzogiorno – ha aggiunto La Rocca – è determinante per il rilancio economico dell’Italia. Occorre rafforzare il mercato interno per allargare le opportunità di cittadini e imprese, così come è fondamentale promuovere gli insediamenti produttivi all’interno delle Zone Economiche Speciali per rafforzare e accorciare le catene del valore, puntando ad una minore dipendenza dall’estero. Ma non solo. Pensiamo all’economia del mare e a come sarebbe naturale sfruttare la posizione strategica del Sud e delle Isole. Pensiamo a quanto potrebbe essere valorizzato il Mezzogiorno con infrastrutture di mobilità di livello europeo: oggi per andare in treno da Palermo a Napoli occorrono dalle nove alle dieci ore; da Milano a Napoli, con una distanza di poco superiore, si impiegano al massimo 5 ore. Credo che questa sia una metafora di quanto il Mezzogiorno sia stato condannato negli ultimi decenni a correre a una velocità dimezzata rispetto al Centro-Nord. Non possono esserci mezze misure: se vogliamo essere credibili quando parliamo di rilancio del Mezzogiorno, non c’è alcuna ragione comprensibile per non costruire ad esempio un’opera strategica come il Ponte sullo Stretto di Messina, naturalmente senza tralasciare le tante altre opere necessarie ad ammodernare le reti stradali e ferroviarie. Occorre fare tutto ciò che è necessario fare e occorre farlo subito. È una responsabilità che abbiamo tutti noi verso la vera Next Generation, ossia le bambine e i bambini nati nell’ultimo decennio che raccoglieranno ciò che in questi anni siamo chiamati a seminare”.

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