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La Sardegna ricorre contro la legge elettorale per il Parlamento europeo

La Sardegna ricorre per far modificare la legge elettorale per l’elezione al Parlamento europeo. Il prossimo 25 ottobre il Tribunale civile di Cagliari si determinerà su un ricorso, presentato da alcuni elettori sardi, che potrebbe aprire la strada alla pronuncia della Corte di Giustizia Europea in materia di compatibilità fra la legge elettorale per il parlamento europeo e la tutela della minoranza linguistica sarda.

L’iniziativa, presentata in Consiglio regionale da Andrea Cocco del Partito sardo d’Azione, ha lo scopo di aumentare e migliorare la rappresentanza politica superando l’attuale sbarramento del 4% e, soprattutto, quello di garantire uno spazio adeguato alla minoranza linguistica sarda finora esclusa (a differenza di altre) pur essendo una delle più numerose e nonostante la ‘copertura’ della legge nazionale 482/89 sulla tutela delle minoranze linguistiche.

Un ricorso simile, nel 2016, fu respinto dalla Corte costituzionale per un vizio di forma “ma adesso – afferma il presidente dell’Associazione per i diritti dei sardi Flavio Cabitza – pensiamo di potercela fare: non vogliamo impugnare le recenti elezioni ma arrivare a sostenere presso la Corte di giustizia che, se il parlamento europeo è luogo di rappresentanza dei popoli, la nostra minoranza linguistica non può essere esclusa. Agiremo inoltre – ha aggiunto – per la modifica del collegio unico Sardegna-Sicilia: a settembre infatti partirà la raccolta di firme, sostenuta anche dall’ex parlamentare Roberto Capelli, per sottoporre al Parlamento nazionale una proposta di legge di iniziativa popolare”.

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