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Il ministro Bussetti: “Incontrerò la professoressa Dell’Aria a Palermo”

Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti incontrerà, come aveva annunciato, Rosa Maria Dell’Aria, l’insegnante sospesa dall’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo per non avere vigilato su un video realizzato di un gruppo di alunni che avevano paragonato le leggi razziali fasciste al decreto sicurezza.

“Giovedì sono a Palermo e spero di incontrarla”, ha confermato Bussetti a margine di un incontro al Museo della Scienza e della Tecnologia a Milano.

A chi gli ha chiesto se nelle scuole italiane ci sia un problema di censura e di libertà di espressione, il ministro ha risposto che “non è questo il punto: prima di parlare e di interessarsi di certe questioni bisogna capire come stanno le cose. Incontrerò la professoressa e ne parleremo. Ora è inutile sollevare altre polemiche”.

Bussetti, poi, parlando alla trasmissione di Radio 1 Un Giorno Da Pecora, ha detto: “Ho letto le carte, comunque penso che incontrerò la professoressa giovedì, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. La sospensione è stata una decisione di un ufficio preposto, ma io mi sarei comportato diversamente, avrei adottato un altro provvedimento, decisamente più lieve”.

LA PETIZIONE DI USB SCUOLA – Intanto, sta per toccare quota 200 mila firme la campagna partita giovedì scorso per la libertà di insegnamento e in sostegno della professoressa Dell’Aria, per il ritiro della sanzione comminatale.

Il 22 maggio a Palermo USB Scuola ha chiesto l’incontro con il provveditore per la consegna delle firme.

“USB esprime la propria totale vicinanza alla docente dell’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo – si legge nella petizione su change.org – sanzionata con una sospensione di 15 giorni dal provveditorato, per aver semplicemente svolto il suo ruolo di insegnante e non aver limitato la libertà di espressione dei propri alunni, che avevano operato, utilizzando un articolo presente in rete di un noto giornalista italiano, un legittimo accostamento tra il decreto sicurezza e le leggi razziali durante la celebrazione del Giorno della Memoria”.

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