L’Ars approva tra le polemiche il maxi emendamento della maggioranza da 11,7 milioni

All’Ars nel pomeriggio è arrivato un maxi-emendamento da oltre 11 milioni e mezzo che prevede il rifinanziamento di norme di spesa con fondi regionali, che ha acceso di colpo gli animi dell’opposizione. L’Aula ha approvato con voto palese dopo alcuni minuti di alta tensione.

La spesa contenuta nel maxi-emendamento è pari 8,21 milioni di euro, stanziamento che ha portato il budget a 11,758 mln. Fondi all’Istituto vite e vino (2 milioni), Istituto ciechi “Ardizzone e Gioeni” (50 mila in più), Stamperia Braille (200 mila in più nel 2020 e 300 mila nel 2021), Movimento turistico verso la Regione e per il turismo interno (un milione in più), Istituto zootecnico (650 mila euro in più), Ente nazionale sordomuti (200 mila euro), Società interporti (300 mila nel 2020 e 500 mila nel 2021), Autodromo di Pergusa (75 mila euro), Coppem (150 mila in più), Stazione sperimentale per la granicoltura (30 mila euro), Istituto Florio e Salamone (230 mila euro in più), Polo universitario di Enna (250 mila euro in più), Stagnone di Marsala (100 mila euro), Museo Mandralisca (200 mila euro), Villa del Casale di Piazza Armerina (200 mila euro).

“Siamo di fronte all’epilogo e al momento in cui la politica collassa – ha tuonato in aula Claudio Fava, secondo cui in questo maxi-emendamento “manca ogni criterio di spesa”. “E’ il deficit più grave che rivela il rapporto tra governo e aula. Siamo orfani del moralismo a fasi alterne del presidente Musumeci, è umiliante per quest’aula: voglio conoscere i criteri per cui alcune spese sono state inserite e alcune escluse. E’ inusuale e grave l’assenza del presidente della Regione, dopo tre giorni di discussione in questa aula, per una ripicca, che non è affatto giustificata”

“E’ una maxi-marchetta” l’ha definita il deputato Nello Dipasquale (Pd), mentre Nunzio Di Paola (M5s) ha affermato: “Questa è la vera manovra di questa maggioranza, ve ne assumerete la responsabilità”. “Mi stavo iniziando a preoccupare, questa è una tradizione: anche in tempi di Covid è arrivato questo lancio di caramelle vere, e non sono i Poc che vanno concordati con Roma e l’Ue, ma soldi veri. Rieccola la tabella h”, ha sostenuto Angela Foti (M5s).

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