“Lavorare da casa fa bene alla salute”: in Sicilia lo pensa l’84% degli intervistati

Lavorare da casa incide positivamente sulla salute rispetto al lavoro da ufficio. A pensarla così è l’84% degli intervistati in Sicilia nell’ambito di un sondaggio svolto dall’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare: per loro lo “smartworking” darebbe effettivamente dei benefici in termini di riduzione dello stress, risparmio di tempo per la riduzione degli spostamenti, migliore gestione del proprio benessere e comfort nell’ambito lavorativo.

L’indagine Cawi (condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana) ha voluto far emergere la percezione anche dei lavoratori siciliani in merito al rapporto tra salute e ambiente di lavoro, alle possibili soluzioni benefiche ma anche ai fattori di rischio.

Per un siciliano su tre (il 34%) il principale fattore di rischio in ufficio sarebbe la postura, seguita dallo stress (30%), con tutti i suoi possibili effetti sul benessere fisico e mentale e la sedentarietà (18%), mentre solo il 9% si dice preoccupato dalle possibili conseguenze sulla vista.

Nell’ambito dell’impiego nelle fabbriche (o attività con maggiore sforzo fisico) il fattore di rischio che più preoccupa gli intervistati in Sicilia è il contatto, o esposizione, a sostanze chimiche potenzialmente nocive (40%), seguito dall’eventualità di cadute e infortuni (28%) e dai pericoli connessi al sollevamento di pesi e alla movimentazione di carichi (15%).

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