Lavoro, in aumento morti e infortuni. Cgil: “Necessario investire sulla sicurezza”

A Palermo quest’anno ci sono stati 9 morti sul lavoro, contro i 3 del 2020. Un drammatico incremento del 300%. Altissimo anche il dato relativo a tutta la Sicilia: 33 morti (nel 2020 erano stati 37). E in Italia ci sono 767 infortuni mortali, con un aumento di 39 unità in un anno. Le malattie professionali denunciate a Palermo sono state 135 nel 2020 e 162 nel 2021 e in Sicilia 541 nel 2020 e 689 nel 2021. Le denunce di infortuni in generale a Palermo, solo a luglio di quest’anno, sono 377 contro le 391 di un anno fa; le denunce annuali a Palermo sono state 1.743 contro le 1.754 di un anno fa.

Sono alcuni dei dati allarmanti esposti dal comitato consultivo provinciale dell’Inail in occasione della presentazione della “Settimana della sicurezza e la salute sul lavoro a Palermo: educazione alla consapevolezza della prevenzione del rischio” che si concluderà il 29 ottobre e che affronterà i temi dei rischi nei settori più esposti, dall’edilizia all’agricoltura, dalla ristorazione e accoglienza al lavoro dei Rider.

Alla presentazione della settimana sono intervenuti il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, l’assessora comunale Giovanna Marano, il presidente del comitato consultivo provinciale Inail Gaspare Caldarella, il prefetto Giuseppe Forlani e il rettore dell’Università Fabrizio Micari (ormai a fine mandato), che hanno posto l’accento sul ruolo delle parti sociali, in direzione del cambio culturale necessario per non fare pagare ai lavoratori un prezzo troppo alto invitando le forze sindacali a fare da pungolo “per stimolare la collaborazione e la sinergia tra le parti”.

Il segretario generale Cgil Palermo, Mario Ridulfo (nella foto), ha ribadito che “l’impegno della Cgil su salute e sicurezza dei lavoratori sui posti di lavoro è al primo posto assieme a quello su legalità e lotta contro il lavoro nero”, sottolineando la necessità di un coordinamento degli organismi di controlli e la condivisione di un percorso comune”.

“Da tempo – spiega Ridulfo – chiediamo un maggiore sforzo e ispezioni per contrastare questa lunga catena di morti sul lavoro che anche a Palermo è aumentata in maniera drammatica. Non si può risparmiare in nome del profitto a scapito dei diritti dei lavoratori. Le aziende devono sapere che c’è un sistema sanzionatorio, bisogna agire sulla vigilanza e sulla repressione e fare capire alle imprese che è più conveniente investire sulla prevenzione e sulla sicurezza. Più formazione e informazione per studenti, giovani lavoratori, sui rischi che corrono nel mestiere scelto, e utenti e accompagnamento di azioni mirate: sono i tre livelli sui quali agire per far sì che le imprese trovino economicamente vantaggioso rendere i luoghi di lavoro sicuri. Significa investire sulla vita delle persone. Le condizioni di sicurezza, lì dove non esistono, devono essere create e le istituzioni preposte devono controllare che questo avvenga. È un investimento conveniente per tutti, per le imprese, per i lavoratori e anche per gli utenti. E in questo bisogna sollecitare l’incontro tra mondo della scuola, dell’Università e lavoratori”.

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