Le riflessioni di Fava: “Non solo mafia, dobbiamo occuparci di più della corruzione”

Le audizioni in commissione Antimafia sul caso Arata non sono finite con le audizioni del presidente dell’Ars Miccichè e dell’assessore all’energia Pierobon. Sono già in calendario le audizioni degli assessori Toto Cordaro e Mimmo Turano e il presidente della commissione Claudio Fava lascia intendere che il calendario potrebbe essere ancora più lungo.

A margine delle audizioni, Fava riflette su alcuni aspetti sollevati oggi e dice: “C’è una visione proprietaria che alcuni signori fuori dalla Regione hanno dei passaggi autorizzativi. Come dice il gip e com’è scritto nel rapporto della Dia, è impressionante e imbarazzante il modo in cui la funzione pubblica veniva piegata a interessi privati. Non è solo la mazzetta che correva di mano in mano, ma l’idea che si potessero percorrere le stanze degli assessorati sapendo di potere avere sempre qualcuno pronto ad aprire una porta e semplificare le procedure”.

Insomma, bisogna stringere sui controlli e disciplinare l’accesso negli uffici pubblici. Non solo, Fava vuole sottolineare l’aspetto della corruzione. “È compito nostro occuparci anche di corruzione, non solo di mafia. Non crediamo che ci si debba fermare all’ascolto degli assessori, occorre sentire anche i dirigenti apicali, e non soltanto loro, di tutti i rami amministrativi. Ci sono cose abbastanza insolite da chiarire che vanno oltre il fatto penale, di cui si occupa la magistratura: un uso e un abuso della autorizzazione unica, un modo per sveltire e bypassare molti altri snodi amministrativi e burocratici”.

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