Legambiente, “Fiume Irminio a rischio ambientale per una fuoriuscita di petrolio”

Un grave rischio ambientale viene denunciato da Legambiente Sicilia. “Da alcune settimane – si legge in una nota – uno sversamento di idrocarburi si sta verificando vicino ad un pozzo di proprietà dell’Eni, ‘Ragusa 16′, il quale rende probabilmente l’intera area e le falde sia del fiume Irminio che del suo affluente Mongillè, fortemente inquinate, con conseguente rischio per l’incolumità degli esseri viventi, nonché di tutta la biodiversità della zona adiacente la Riserva naturale del fiume Irminio”.

L’associazione ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Ragusa chiedendo di utilizzare i nuovi delitti di inquinamento e disastro ambientale, inseriti nel codice penale grazie alla legge sugli ecoreati.

“Da due mesi, – afferma il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna – il pozzo 16 perde petrolio senza che si riesca a fermarne il flusso e questo è un fatto inconcepibile per una multinazionale come l’Eni che ha sempre rassicurato circa i rischi di inquinamento che le trivellazioni potevano produrre, così come è gravissimo che i soggetti deputati al controllo ambientale, come l’Arpa e il Libero consorzio comunale di Ragusa, siano tenuti all’oscuro da parte di Eni di ciò che sta accadendo”.

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