Legge regionale sul territorio, l’assessore Cordaro: “Norme impugnate proposte dal PD”

Colpa del PD e di due sue emendamenti. Questa l’accusa – senza troppi di giri di parole – da parte dell’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro dopo la decisione del Consiglio dei ministri di impugnare i commi 5 e 6 dell’articolo 12 della legge siciliana relativa a “norme sul governo del territorio” (legge che a propria volta è un intervento correttivo alla legge urbanistica regionale – anche questa precedentemente impugnata).

“Le norme che il Consiglio dei ministri ha impugnato stamane sono frutto di due emendamenti presentati in Aula all’Ars dal Partito democratico e non riguardano, assolutamente, l’Accordo che era stato raggiunto in precedenza tra Stato e Regione, a seguito anche di interlocuzioni con i ministeri della Giustizia, dei Beni culturali e dell’Ambiente”.

Nello specifico, il comma 5 riguarda la soppressione dell’articolo 10 (“Attività edilizia”) della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, che prevedeva il divieto di nuove costruzioni all’interno dei boschi e delle riserve entro una zona di rispetto variabile da 50 metri fino 200 dal limite esterno dei medesimi. Mentre il comma 6 riguarda la soppressione della lettera e) del comma 1 dell’articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78 che prevedeva l’arretramento delle costruzioni di 200 metri dal limite dei boschi e delle fasce forestali.

“Fa specie – riprende l’esponente del governo Musumeci – che a proporre l’impugnativa sia stato un ministro dello stesso partito di coloro che hanno presentato i due emendamenti. A questo punto mi chiedo quale sia la posizione ufficiale del Partito democratico. L’impianto della norma, comunque – conclude – è assolutamente intatto e immediatamente applicabile. Tutto il resto sono solo chiacchiere”.

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