Lentini e Tusa contro la zona rossa: “Dati errati, la politica si piega a stupidi indici numerici”

Due comuni protestano contro la zona rossa. Si tratta dei comuni di Lentini nell’agrigentino (restrizioni prorogate fino al 5 maggio) e Tusa nel messinese (dove le restrizioni scatteranno da venerdì 30 aprile): secondo le due amministrazioni la zona rossa nel loro comune viene prorogata o disposta dall’ordinanza regionale sulla base di dati errati e con scelte che vengono definite “pilatesche”.

Il sindaco di Lentini, Saverio Bosco, ha annunciato di aver avvisato il prefetto di Siracusa ritenendo i dati errati (sarebbe stata la stessa Asp a segnalare l’errore) e la decisione della Regione superficiale. A suo dire “i dati sull’incidenza settimanale sono palesemente errati” e sarebbero invece sotto la soglia: “Non è più possibile esporre interi comparti economici delle nostre città per mera “ignoranza” aritmetica dei singoli funzionari”.

Duro anche il commento del sindaco di Tusa, Luigi Miceli: “Il comune di Tusa è stato posto in zona rossa, poiché, come si evince da una nota dell’Asp di Messina, risulta superato l’indice di contagi previsto di 250 casi ogni 100.000 abitanti, essendo il nostro 6,7 casi settimanali. Ancora una volta la politica fa un passo indietro, affidandosi esclusivamente a stupidi indici di carattere numerico, assolutamente privi di senso nei piccoli centri”, sostiene Miceli. “Anche la politica finisce col piegarsi alle ragioni dell’auto difesa, in termini drammaticamente pilateschi, omettendo di assumersi le responsabilità connesse al ruolo che i cittadini le hanno affidato”.

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