Letta (Pd) ammette la sconfitta: “È un giorno triste. Non mi ricandiderò al congresso”

“Mi assumo le responsabilità del risultato. Adesso andiamo all’opposizione e il PD non permetterà che l’Italia esca dal cuore dell’Europa. Non permetteremo che l’Italia si stacchi dai valori europei”.

Sono le parole di Enrico Letta, segretario nazionale del Partito Democratico, intervenuto in conferenza stampa per parlare della sconfitta nelle ultime elezioni.

Letta parla di un’opposizione – quella del PD – che sarà “dura, intransigente. Sforzo massimo da domani per pensare al futuro. Soprattutto al nostro, a partire da questo risultato: insoddisfacente, ma ce l’abbiamo messa tutta”.

Riguardo il risultato elettorale, il segretario spiega che “il primo obiettivo era salvare il partito dalla disgregazione ed è raggiunto: il PD è in campo. Una comunità viva su tutti i territori, la principale forza di opposizione. Lavoreremo per costruire in prospettiva. L’unico modo per battere la destra era il campo largo, ma se è fallito non è stata colpa nostra”.

“Non abbiamo invece raggiunto il secondo obiettivo – prosegue -, sarà la legislatura più a destra della storia d’Italia. Un rammarico profondo ma uno stimolo forte. Nei prossimi giorni prenderemo le opportune decisioni che porteranno ad un congresso di assoluta riflessione: cosa vuole essere il partito democratico?”.

Poi il futuro e il rapporto con Conte. “Assicurerò la guida del partito nelle prossime settimane, in vista di questo congresso in cui però non mi ripresenterò come candidato. Spetta alla nuova generazione rilanciare il PD in Italia e in Europa. Conte? Tutto nasce dalla sua decisione di far cadere Draghi. Se oggi c’è Meloni è per colpa di Conte”.

Infine Letta afferma che per contrastare la destra sarà “importante riprendere le fila e fare in modo che nessuno vada per conto suo. Una convergenza dell’opposizione è necessaria. La mia leadership finirà quando il congresso sceglierà la nuova guida del partito”, conclude.

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