L’europarlamentare Ignazio Corrao lascia il Movimento 5 Stelle: “Decisione inevitabile”

L’eurodeputato siciliano Ignazio Corrao (insieme ad altri tre componenti del Movimento 5 Stelle appartenenti alla frangia “ecologista”: Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato ed Eleonora Evi) “si separa dalla delegazione pentastallata presente in Europa per proseguire un percorso politico autonomo”.

Lo si legge in una nota che annuncia ufficialmente il loro addio al Movimento perché non si riconoscono più in una forza politica che “è diventata come tutti gli altri partiti” e “ha tradito la sua identità” e i “suoi ideali”. Lasciare il Movimento “è un errore” commenta Alessandro Di Battista.

Corrao ha ribadito le motivazioni della propria scelta in un lunghissimo post Facebook, che ripercorre tutto il suo percorso e in cui si legge: “Quando una lunga e intensa storia d’amore finisce, mi insegna chi ci è passato, si passano diverse fasi. Dal rifiuto di accettare che questa non sia più quella che era, quindi il rifiuto dell’idea di perdere qualcosa che si ama, si passa al disperato tentativo di recuperarla, di riavere indietro quel bellissimo rapporto che vive ancora nei nostri pensieri. […] Oggi, superate le varie fasi, le delusioni, la rabbia e dopo mesi e mesi di tentativi di cambiare dall’interno andati a vuoto, vedo con distacco crescente un movimento che ormai è parente lontano di quello per cui ho messo anima e cuore per 10 anni e che ha scaldato i cuori di milioni di cittadini”.

“Dulcis in fundo – aggiunge –  la giravolta sul MES, con annessa presa in giro. Dire lo avalliamo ma “non lo attiveremo” è una clamorosa offesa a chiunque possiede un cervello e anche una incredibile violazione del programma elettorale. Il nostro impegno con i cittadini era di fare il massimo per smantellare, liquidare il fondo salva stati e altri strumenti di austerity. Ma davvero pensano che la gente sia tutta stupida e possa credere al fatto che mentre dici una cosa (convintamente peraltro: “siamo tutti contro il MES”) contemporaneamente fai l’esatto opposto?”.

E ancora: “E’ una cosa difficile, che fa male. E’ la tua famiglia che non c’è più. Per anni abbiamo condiviso non solo un progetto, ma esperienze, emozioni, stanze e confidenze di ogni tipo. Mantengo rispetto per molti dei miei colleghi e amicizia per altri e non ho intenzione di togliere tempo al lavoro litigando con loro. Così come non ho intenzione di offendere la mia intelligenza e il mio percorso scendendo al livello di fango di alcune persone che non si sarebbero presi manco nel NCD e che una volta saltate sul carro, abusano di un simbolo e di un nome con cui non c’entrano nulla. Ma queste ultime hanno solo velocizzato e imbruttito, con grande tornaconto personale, un processo che sarebbe avvenuto comunque”.

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