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L’ex deputato Ruggirello ammette: “Il boss Virga mi chiese soldi in cambio di voti”

Paolo Ruggirello, ex deputato regionale del Pd, arrestato con l’accusa di associazione mafiosa, ha ammesso di aver incontrato il boss trapanese Piero Virga, ma ha sostenuto di non aver saputo, prima dell’incontro, che il capomafia sarebbe stato presente.

Ruggirello ha tentato di difendersi così davanti ai pm di Palermo Gianluca De Leo e Claudio Camilleri nel corso dell’interrogatorio di garanzia seguito alla richiesta di conclusione delle indagini. Dopo l’interrogatorio ha chiesto al gip la revoca del carcere e la sostituzione coi domiciliari, ma il giudice ha respinto l’istanza, definendo “inverosimili” le spiegazioni fornite dall’ex deputato.

Ruggirello è accusato di aver cercato il sostegno elettorale della “famiglia mafiosa” di Trapani, di essere stato punto di riferimento delle cosche nella politica regionale, di aver fatto vincere appalti ai clan e di avere incontrato il capomafia in diverse occasioni. Oltre a lui finirono in cella in 28: tra gli arrestati anche l’ex assessore comunale di Trapani Ivana Inferrera accusata di voto di scambio politico-mafioso, e l’ex consigliere comunale di Erice (Tp) Giovanni Maltese.

Ruggirello ha anche ammesso che il boss gli chiese, prima delle regionali del 2017, 50mila euro in cambio di 1000 voti e di aver accettato solo per poter interrompere prima possibile la discussione e andarsene. A fare da tramite tra l’ex deputato e il capomafia sarebbe stato il pregiudicato mafioso Carmelo Salerno. Ieri la Procura di Palermo ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex deputato e gli altri 28 indagati.

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