L’ex parlamentare dell’Ars Pippo Gennuso assolto dall’accusa di corruzione

L’ex parlamentare regionale e oggi imprenditore agricolo di successo, Pippo Gennuso, è stato assolto dal Tribunale ordinario di Roma dall’accusa di corruzione in atti giudiziari, capo d’imputazione che gli costò nel 2018 l’uscita di scena dall’Ars per gli effetti della legge Severino.

Una vicenda fatta di ricorsi e controricorsi per una elezione dapprima attribuita a Gennuso per poi 24 ore venire superato da un altro candidato. Il Tar di Catania ordinò al prefetto dell’epoca di verificare le schede elettorali, nel frattempo sparite in un deposito del tribunale di Siracusa. Poi il Cga ordinò elezioni suppletive in sei sezioni, tre a Rosolini e tre a Pachino, e Pippo Gennuso si riconquistò con le preferenze il seggio all’Ars.

La storia non si chiude e l’imprenditore fu accusato di avere influenzato il presidente del Cga per la decisione di tornare a rivotare. Nel dibattimento romano venne fuori che Pippo Gennuso non conosceva e non incontrò mai il presidente del Consiglio di giustizia amministrativa.

La cancellazione del capo d’imputazione per il quale l’ex deputato è stato assolto, è stata notificata al difensore di fiducia, l’avvocato Corrado Di Stefano. “Contro di me – dice Gennuso – sono stati costruiti negli anni soltanto castelli di sabbia. Accuse talmente infondate che il tempo sta cancellando, ma che hanno leso la mia carriera politica e la mia onorabilità”.

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