L’incubo dei rifiuti in Sicilia: a Palermo raccolta a rischio, gara deserta a Catania

Torna l’incubo dei rifiuti: è questo il filo rosso che lega Palermo e Catania, costrette a fare i conti con una possibile nuova emergenza. Nel caso del capoluogo siciliano le difficoltà riguardano i pagamenti alle ditte che trasportano i rifiuti nelle sedi di Catania, Lentini e Alcamo con il rischio di uno stop alla raccolta; nella città etnea è nuovamente andata deserta la gara per l’assegnazione del servizio.

A Palermo, l’allarme arriva direttamente dal presidente della Rap, Giuseppe Norata, che con una lettera rivolta a Palazzo delle Aquile lamenta la precaria situazione di liquidità dell’azienda e l’impossibilità di dare risposte ai trasportatori e agli impianti di destinazione (con un riferimento anche al rimpallo di responsabilità fra Comune e Regione sugli extra-costi). E avverte: “Qualora da giorno 20 si dovessero bloccare i mezzi che effettuano il trasporto dei rifiuti da Bellolampo (dove la VI vasca è giunta a saturazione, ndr.), il sottoscritto sarà costretto a bloccare la raccolta in città con il contestuale verificarsi di una emergenza ambientale e sanitaria su tutto il territorio cittadino”.

A Catania invece la gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti è andata nuovamente deserta, per la quinta volta in quattro anni, e attraverso una nota congiunta le associazioni Rifiuti Zero Sicilia e CittàInsieme esprimono “grande preoccupazione per la città”, per la fase di stallo e lo stato di precarietà nella gestione, a fronte anche dell’alto costo della Tari: “Il fallimento dell’obiettivo di affidare per sette anni il nuovo servizio, perpetrato dalle Amministrazioni che si sono susseguite fino ad ora, non può continuare ad essere pagato dai cittadini e dal territorio. Chiediamo drastici cambiamenti organizzativi ed un assoluto cambio di passo. A partire da una seria, pubblica e definitiva analisi sulle vere cause che hanno determinato gare andate deserte. A chi giova tutto questo?”.

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